11 luglio 1979 a Milano viene assassinato Giorgio Ambrosoli. Nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e delle attività finanziarie del banchiere siciliano Michele Sindona, fu assassinato l'11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dallo stesso Sindona. Ambrosoli era stato oggetto di pressioni e tentativi di corruzione che miravano sostanzialmente a ottenere che avallasse documenti comprovanti la buona fede di Sindona. Se si fosse ottenuto ciò lo Stato Italiano, per mezzo della Banca d'Italia, avrebbe dovuto sanare gli ingenti scoperti dell'istituto di credito. Sindona, inoltre, avrebbe evitato ogni coinvolgimento penale e civile. Ambrosoli non cedette, pur sapendo che avrebbe corso notevoli rischi.

La sera dell'11 luglio 1979, mentre rincasava dopo una serata trascorsa assieme ad alcuni amici, Ambrosoli fu avvicinato sotto il portone della sua casa, in via Morozzo della Rocca 1, da uno sconosciuto che si scusò e gli esplose contro quattro colpi 357 Magnum. A ucciderlo fu il malavitoso statunitense William Joseph Aricò, la pistola l'aveva comprata da Henry Hill (Il pentito, sulla cui vita reale si basa il film di Martin Scorsese del 1990, Quei bravi ragazzi). Nessuna autorità pubblica presenziò ai funerali di Ambrosoli, ad eccezione di Paolo Baffi (Banca d'Italia).

Sezione: RicorDATE? / Data: Sab 11 luglio 2020 alle 08:00
Autore: Alessandra Stefanelli
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