La gestione dei fondi che l'Italia riceverà con il Recovery Fund costituiscono un autentico spartiacque nel dibattito politico italiano.

Alla luce della copiosissima quantità (si parla di oltre 300 miliardi complessivi), il quesito fondate che si pone una parte di paese è il seguente: il Governo Conte (e la sua maggioranza), saranno in grado di gestire un passaggio storico, così delicato?

Una forte spinta riformista e progressista all'interno dell'esecutivo pare provenire dal Partito Democratico.

Per maggiori delucidazioni, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Piero De Luca, esponente Dem.

Zingaretti ha invocato una serie di riforme necessarie da adottare, oltre ad un deciso cambio di passo. Nel concreto cosa proponete come Pd?

"Facciamo innanzitutto una premessa, ossia che l'Europa non è affatto quella che ci raccontano i sovranisti, in alcuni casi poco preparati. Grazie allo straordinario lavoro di Gentioloni, Sassoli e del ministro Amendola abbiamo raggiunto un risultato storico, senza nessun precedente: tra Bei, Sure e Mes senza condizionalità parliamo di ben 100 miliardi, a cui vanno sommati i 200 di titoli europei che verranno acquistati dalla Bce. Ora non si può affatto sbagliare: bisogna sburocratizzare il paese, tutelare le imprese italiane, rinnovarci radicalmente sotto il profilo digitale e abbracciare le politiche della Green Economy: possono sembrare tutta una serie di concetti campati per aria, ma con una liquidità a disposizione come quella che arriverà abbiamo la chance di compiere un passo storico senza precedenti, di risanare il paese al termine - di fatto - di una guerra".

E ritenete che questa maggioranza sia in grado di traghettare il paese in questo passaggio storico?

"Dovremo essere bravi nel farlo: è nell'interesse del paese in primis. I protagonismi sono del tutto secondari di fronte al passo che ci accingiamo a compiere. Come Partito Democratico faremo la nostra parte. Mi lasci dire che le perplessità non sono poche riguardo all'atteggiamento ostruzionista e poco costruttivo delle opposizioni che, anzichè fornire il loro contributo nel nome dell'unità, preferiscono abbandonare l'aula mentre il Presidente del Consiglio riferisce".

A proposito del premier Conte: Zingaretti a dicembre aveva aperto ad un possibile orizzonte politico comune in prospettiva. Ad oggi qual è, concretamente, la posizione del Pd sul Presidente del Consiglio?

"Ad oggi sosteniamo con convinzione questo governo, anche alla luce del passaggio che stiamo per compiere. Dopodichè a Conte non gli può non essere riconosciuto di aver acquisito una sua posizione nel dibattito politico italiano e di aver mediato egregiamente tra le forze di maggioranza. Ogni valutazione successiva è però prematura".

Anche per quanto riguarda le partite regionali e amministrative di settembre? Proverete e replicare l'alleanza con i 5 Stelle anche sui territori?

"Laddove sarà possibile sì. Come stabilito in sede di direzione nazionale. Come Partito Democratico disponiamo di candidati validi su molte regioni e città e proveremo a verificare se vi saranno le condizioni per poter far parte della stessa maggioranza anche a livello locale".

Sezione: Esclusive / Data: Ven 19 giugno 2020 alle 13:30
Autore: Luca Cavallero
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