La gestione dell'emergenza Coronavirus da parte di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna (una delle regioni più colpite dall'epidemia) ha destato non poche perplessità tra le opposizioni.

Tra esse Fratelli d'Italia, come è possibile evincere dalle parole - in esclusiva, alla redazione di PoliticaNews.it - di Galeazzo Bignami, deputato emiliano-romagnolo del partito di Giorgia Meloni.

Onorevole Bignami: quali sono gli errori che imputa a Bonaccini.

"Non basterebbe un giorno intero per elencarli tutti dall'inizio alla fine. Innanzitutto il 23 febbraio non è stata istituita la zona rossa nel piacentino, che - come tutti sanno, spero governatore compreso - è quella più vicina per confine al lodigiano: sono tanti i pendolari, ed è ingente il numero di lavoratori fieristici o di coloro che hanno il proprio banco al mercato che si muovono su due regioni. Questo ha portato ad una diffusione del contagio esponenziale nel piacentino e nella stessa città di Piacenza e i numeri parlano chiaro: si parla tanto di Brescia e Bergamo, che in proporzione hanno molti più abitanti di Piacenza, la quale - per densità di popolazione - li supera enormemente. In secondo luogo, e qui nessuno ne parla, la vicenda poco chiara delle Rsa: le Rsa non sono strutture sanitarie, lo dice il termine stesso della parola: si sono sovraccaricate, in poco tempo, le strutture di competenze che non dovrebbero avere, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: l'Emilia Romagna è la regione, per densità di popolazione, con maggiori decessi nelle Rsa. E poi ci sono altri due punti cruciali".

Prego.

"Qualcuno forse fa finta di non ricordarselo, ma Bonaccini è stato il primo presidente di regione denunciato da medici e infermieri che erano costretti a lottare in prima linea contro l'epidemia con addosso sacchi della spazzatura, perchè privi di camici e strumenti di protezione. Sono partiti poi ordini il 23 marzo di mascherine mai arrivate e soprattutto c'è stato un tentennamento di Bonaccini davvero inspiegabile: lui è presidente della Conferenza Stato-Regioni. Come è possibile che non si fosse premunito di tutto quanto il necessario, quando lo stato d'emergenza è stato indetto il 31 gennaio? Insomma: sono tanti gli aspetti che non tornano".

Sul piano nazionale qual è la sua valutazione degli Stati Generali dell'Economia? Per la sua leader Meloni, la prima delle forze di opposizione a declinare l'invito, sarebbero una semplice passerella strumentale del premier.

"Qui bisogna fare chiarezza, perchè si è sbagliato tutto dall'inizio alla fine: non a caso non abbiamo una visione per il futuro. Nella Fase 1 Conte è partito ad allestire task force di tecnici, senza avvalersi dei tecnici ministeriali, che sono stati pertanto demansionati, continuando però a percepire regolarmente il loro stipendio. E' regnato caos e confusione, e siamo giunti alla Fase 2 senza una visione chiara e definita per il futuro, che perdura tutt'oggi. A cosa serviva una videoconferenza di Conte con determinati invitati, all'interno di una villa? Poteva benissimo farla a Palazzo Chigi o da qualsiasi altro luogo. Intanto fuori la disoccupazione dilaga e il Pil rischia di scendere ai minimi storici. Non si parla di investimenti, non si parla di prospettive, di percorsi...".

Nel caso Conte cadesse sareste disposti a sostenere un governo all'insegna di una maggioranza a sostegno di una figura esterna come Mario Draghi? Il vostro alleato Salvini ha manifestato un certo apprezzamento per il nome in questione.

"Non entro nel merito di valutare l'operato di Draghi alla guida della Bce. E' evidente che c'è una maggioranza slacciata al suo interno e un'opposizione più compatta. Io penso che sia giunto il momento di dare semplicemente la parola agli italiani: come mai in questo paese non si vota mai? Se le forze al governo adesso sono convinte di aver gestito l'emergenza così bene, come mai non si misurano con il voto?".

E dentro il centrodestra? Tra voi (e Lega) e Forza Italia intercorrono differenze di vedute fondanti: Mes e Recovery Fund costituiscono infatti basi strutturali riguardo all'impostazione economica sulla quale organizzare un paese.

"Infatti siamo una coalizione: il nostro obiettivo è unire tutto quanto il centrodestra italiano. La pensassimo uguale su tutti i temi saremmo uno stesso partito: governiamo insieme in molte regioni, per giunta bene alla luce del fatto che i sondaggi ci indicano al di sopra del 50%".

E se Forza Italia decidesse di sostenere implicitamente o formalmente il governo salterebbe il banco?

"Sono valutazioni non fondante sul reale. In ogni caso si tratterebbe di una linea di Forza Italia, per cui bisognerebbe chiedere a loro".

Sezione: Esclusive / Data: Dom 14 giugno 2020 alle 10:30
Autore: Luca Cavallero
Vedi letture
Print