il 27 luglio 1992, a pochi mesi dalla Strage di Capaci e otto giorni dopo la strage in cui perse la vita Paolo Borsellino, il commissario dell'anti-racket Giovanni Lizzio è assassinato dalla mafia. Lizzio aveva cominciato a lavorare come poliziotto a Napoli, poi venne trasferito a Catania in servizio presso la squadra mobile. Nei molti anni di servizio, indagò in maniera capillare sia sulle cosche mafiose tradizionali che su quelle emergenti, divenendo, in virtù delle sue vaste conoscenze in merito, una sorta di archivio vivente per l'intera questura, oltre che uno dei poliziotti più conosciuti nella città etnea grazie ai molti arresti di mafiosi effettuati. Al momento dell'omicidio, nel 1992, Lizzio era passato da un anno al comando del nucleo anti-racket della questura di Catania. In quegli anni la maggior parte degli imprenditori catanesi pagava il pizzo,ma grazie alle indagini di Lizzio molti estorsori erano stati arrestati. In particolare, una decina di giorni prima di essere assassinato, l'ispettore-capo Lizzio aveva eseguito una serie di arresti contro un clan mafioso cittadino.

Alla base dell'omicidio, oltre alla sua attività investigativa anti-racket, ci fu anche la volontà da parte della mafia di allargare la strategia della tensione da Palermo alla stessa Catania. Lizzio venne assassinato mentre era in macchina, fermo al semaforo. Due killer in moto gli si avvicinarono e spararono contro di lui vari colpi. Trasportato in ospedale, Lizzio morì poco dopo. I responsabili dell'agguato ed i mandanti, tra i quali c'era il boss Nitto Santapaola, vennero condannati negli anni successivi

Sezione: RicorDATE? / Data: Lun 27 luglio 2020 alle 08:00
Autore: Alessandra Stefanelli
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