Il Veneto è una roccaforte della Lega di Luca Zaia, a cui tutti i principali organi di stampa (e anche forze politiche avversarie) riconoscono di aver gestito al meglio l'emergenza Coronavirus.

Al fine di comprendere la posizione in merito da parte del Partito Democratico, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Gianni Dal Moro, deputato Pd veneto.

Come giudica l'operato di Zaia nella sua regione? C'è chi sostiene che sia stato eccessivamente sottolineato il merito del governatore, mentre un po' meno quello del professor Crisanti.

"Le cose, che vadano bene o male, sono definite dal lavoro di squadra. Non esiste il merito di un singolo - in questo caso Zaia - nella risoluzione di un problema. Il punto è che il Veneto ha sempre avuto una lunga tradizione di medicina territoriale ben consolidata, ben al di sopra rispetto alla Lombardia. Questa capacità è legata al fatto di possedere, in primis, poli sanitari avanzati, presieduti da personalità autorevoli come quella del professor Crisanti. Per risponderle: non è stato bravo nè soltanto Zaia, nè soltanto Crisanti: si tratta del successo di un intero sistema".

Temete la forte popolarità di cui gode Zaia a livello di sondaggi?

"Zaia ha vinto in Veneto con il 51%. Probabilmente avrà aumentato la sua percentuale di consensi. Come Partito Democratico siamo consapevoli di doverci raffrontare con un avversario politico molto difficile".

E a livello nazionale? Ritenete che, forte della spinta sondaggistica, Zaia possa mettere in discussione la leadership di Salvini? Una sua Lega sarebbe un avversario più battibile o comunque "interlocutorio"?

"Sin dalla nascita nella Lega esistono due anime: una "di lotta" e una "di governo". La prima farebbe riferimento ai leghisti lombardi, che hanno sempre presieduto i vertici del partito. La seconda ai veneti. Ci sono anime nella Lega, come Zaia o Giorgetti, che hanno un approccio diverso. Però la storia ci insegna che la Lega veneta non ha mai avuto il coraggio di prendere il sopravvento su quella lombarda e che anzi: si è sempre sottoposta alla sua guida. Lo stesso ha fatto e farà Zaia: per cui nessun ribaltone rispetto a Salvini".

Zingaretti ha sollevato la necessità di guardare ad un governo che persegua un disegno riformistico ben preciso. In tal senso come Pd come auspicate siano investiti gli ingenti fondi del Recovery Fund?

"Al momento si è lavorato per risultati importanti. Il Dl Rilancio, quello Liquidità e quello Cura, al fine di colmare lacune evidenti. Dobbiamo avere in mente un piano riformista ben preciso: salvaguardare e rimodernizzare l'agroalimentare, settore di sviluppo essenziale italiano ed europeo. Dopodichè investire sulle infrastrutture - concrete e digitali - e salvaguardare formazione e intelligenza artificiale".

A proposito di prospettive: è ipotizzabile un vostro orizzonte politico comune con il Movimento 5 Stelle? Conte potrebbe esserne il garante?

"Prematuro dirlo oggi. Tenga conto che si andrà al voto con il proporzionale: necessariamente saranno essenziali le alleanze al fine di allestire una nuova maggioranza di governo: il Movimento 5 Stelle non è più quello delle origini. C'è meno tendenza al populismo e sicuramente questo predispone le basi per un dialogo concreto, su temi reali. C'è da dire che al suo interno c'è un'anima più in linea con i principi tradizionali, per cui ci sarà da tenerne conto, anche se parlarne adesso, come ho detto, è prematuro. Su Conte che dire: io credo poco alla forza di una singola persona, è importante la squadra. Il governo ha gestito l'emergenza bene sì, ma grazie al supporto di tutti i ministri e delle forze di maggioranza. Non è così soltanto per Conte, ma lo è stato anche per Monti, Renzi e tutti gli altri premier: la storia ci insegna che le "partite singole" non hanno mai portato ad un futuro tangibile. Nel merito: Conte ha svolto un ottimo lavoro in termini di mediazione e lo sta continuando a fare bene, ma - come per il discorso fatto con Zaia e Crisanti - il merito dell'azione di governo non è tutto suo".

Sezione: Esclusive / Data: Sab 13 giugno 2020 alle 16:00
Autore: Luca Cavallero
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