Il dibattito intorno al futuro economico dell'Italia e dei paesi dell'Eurozona è più vivo che mai.

Varie le proposte delle varie forze politiche: la Lega avanza per esempio da inizio pandemia la necessità di istituire un anno bianco fiscale e coprire il debito con buoni del tesoro erogati direttamente dalla Bce.

In merito a ciò, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Anna Cinzia Bonfrisco, eurodeputata del Carroccio.

Ieri sono partiti ufficialmente gli Stati Generali dell'Economia. Voi non parteciperete - e di conseguenza non inciderete - ma se dovesse pronosticare una possibile soluzione a cui si potrebbe approdare?

"Gli stati generali hanno un vizio all'origine. Qui c'è un governo che non ha accettato nessuna proposta da parte delle forze di opposizione, nè tantomeno nostre. Il governo garantirà solo una passerella e una sfilata di parole. Passerà qualche settimana e nessuno si ricorderà minimamente degli stati generali. Peccato soltanto che la realtà sia tutt'altra: le associazioni di categoria hanno sempre detto soltanto un'unica cosa, ossia che è solo la rapidità l'unica chiave risolutrice per la tenuta delle piccole imprese. Qui si continua a parlare, ma intanto sono state le imprese che hanno dovuto anticipare la cassa integrazione ai loro lavoratori, le tasse sono state solo rinviate; l'emergenza Covid è stata tutta a carico delle imprese. Pretendiamo tasse da settori fortemente colpiti - se non distrutti dall'epidemia. Al contrario, l'industria digitale - che ha aumentato il suo fatturato del 50%, mettendo in ginocchio il commercio tradizionale - può continuare a proliferare con i propri guadagni, senza che nessuno la vada a toccare. Lo stato italiano sembra sempre lo stesso: debole con i grandi e forte con la piccola e media impresa".

Un grande tema in piena pandemia era legato proprio alla preoccupazione della possibile morte della piccola e media impresa. Ora, a più di due mesi e mezzo di distanza, quale quadro si prospetta per il futuro?

"Se non si applica l'anno fiscale bianco - no tassazione solo per quest'anno - è difficile parlare di impresa. Alcune possono provare a resistere, altre ne rimarranno schiacciate: la tassazione non è più reggibile".

Ritiene che per l'Ue sia giunto nuovamente il tempo di tagli e austerity?

"L'Europa, prima di tornare a parlare di austerity, provveda a sanare le sue ingiustizie e i suoi squilibri. Questo a partire dal dumping fiscale corsaro di paesi come Olanda e Lussemburgo, passando per il vincolo sul surplus che la Germania non ha mai, di fatto, rispettato, infischiandosene delle regole del Patto di Stabilità, che era stato definito da noi già non idoneo quindici anni fa, figuriamoci oggi... Non è un patto idoneo per il semplice fatto che quel rapporto deficit-pil è soltanto penalizzante per molte economie. Piuttosto l'Europa segua le indicazioni di Mario Draghi, quelle che anche di recente - durante un'emergenza senza precedenti - ha proposto: il costo economico e sociale di questa crisi dovrà essere assorbito - in parte o lentamente - dai debiti pubblici. Testualmente lui parla di livelli molto più alti di debito pubblico, che diventerebbero una caratteristica permanente delle nostre economie, tanto da portare alla cancellazione del debito privato. Il Recovery Plan - oggi Nex Generation Eu - ci sembra lento, spalmato su sette anni e zeppo di burocrazia e vincoli: sono tutti prestiti che gli stati dovranno rimborsare e restituire. L'Europa rischia di nuovo di perdere l'ennesima scommessa, senza garantire nulla a quella next generation che tanto vagheggia".

Sezione: Esclusive / Data: Dom 14 giugno 2020 alle 17:30
Autore: Luca Cavallero
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