Ultima settimana in zona rossa per la Regione siciliana con tutte le istituzioni del territorio impegnate, ognuna per specifica competenza, nella lotta alla diffusione del Covid. Sull'argomento è intervenuto il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani in un'intervista rilasciata all'agenzia Italpress all’indomani dell’incontro con il presidente della Regione, Nello Musumeci, gli altri prefetti siciliani, l’assessore alla Salute Ruggero Razza e l’assessore ai Trasporti Marco Falcone.

«Condivido con tutti i miei colleghi le preoccupazioni del Presidente Musumeci - afferma il prefetto - e siamo impegnati ad intensificare e rendere ancora più efficaci i controlli. Se vogliamo superare questo momento dobbiamo collaborare tutti per far sì che si abbassi l’indice RT, portarlo sotto l’1 vuol dire che la possibilità di essere contagiati si riduce». Nelle intenzioni, ciò significherebbe anche ridurre la pressione sugli ospedali e sviluppare la campagna vaccinale in modo migliore non appena potrà riprendere con la consegna dei vaccini.

Una settimana decisiva, quindi, per determinare il “colore” della Sicilia nel prossimo mese. «In tutte le province - prosegue Forlani - c’è un’attività continua, di monitoraggio, di confronto, fra le autorità sanitarie, le forze di polizia e i Comuni che sono naturalmente sui territori i sensori più attenti di quello che accade».

I controlli delle Forze di polizia non si sono mai fermati. Solo in quest'ultima settimana, precisa il prefetto, le verifiche sugli esercizi commerciali, svolte in modo rafforzato rispetto anche a tutte le settimane precedenti, sono state su quasi 2500 attività economiche, con 36 operatori sanzionati e 7 locali chiusi. In campo polizia stradale, polizia di frontiera, polizia ferroviaria, polizia municipale, forze militari, reparto prevenzione crimine e Guardia di Finanza, militari dell’esercito dell’operazione Strade sicure.

Sezione: Politica locale / Data: Dom 24 gennaio 2021 alle 23:30
Autore: Redazione PN
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