“Dopo le dichiarazioni di alcuni Paesi dell’Est Europa, ora anche Austria e Danimarca con altri aderenti ‘first mover’, annunciano di non fare in futuro più affidamento sull’UE e che, insieme a Israele, produrranno dosi di vaccino di seconda generazione in caso di ulteriori mutazioni del coronavirus. Un’ulteriore notizia che conferma la necessità, più volte sottolineata, di rivedere la strategia in materia adottata dalla Commissione europea, anche alla luce delle decisioni assunte dell’ultimo Consiglio europeo che ha ribadito, decisione nella pratica disattesa, la necessità di un coordinamento nella risposta alla pandemia. Se è ‘tana libera tutti’ meglio che lo si dica chiaramente, cosicché ogni realtà nazionale possa determinarsi come meglio crede. Diversamente, occorre un cambio radicale che a Bruxelles metta in discussione tutto e tutti e metta a sistema la risposta europea all’emergenza. Le problematiche non riguardano solo la questione fondamentale dei vaccini, vittima di errori e di un approccio burocratico, ma lo stesso tema della circolazione delle persone, pilastro fondante dell’Unione messo in discussione, come dimostra quanto accaduto nella Mosella al confine franco-tedesco”, nonostante i richiami a realtà come la Germania, il Belgio, l’Ungheria e la Svezia”. Così, Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia (FI) e vicepresidente della Commissione Affari esteri.

Sezione: Politica italiana / Data: Mar 02 marzo 2021 alle 20:15
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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