“Per governare il Paese servono numeri solidi e una direzione univoca e condivisa da tutti. Per questo quello che è accaduto, con quei modi, quegli argomenti e con quelle parole contro il Presidente del Consiglio lascia il segno. Dopodiché nel voto di martedì non servono i numeri assoluti, non c’è una maggioranza qualificata. Per superare il primo gradino della crisi immediata serve un voto in più, dopodiché da mercoledì in poi si dovranno trovare le condizioni per allargare quei numeri, perché altrimenti si fa fatica a dare una prospettiva. Serve un governo che sia nella condizione di governare e traghettare il Paese dalla crisi al dopo crisi, per il rilancio, servono basi solide”. Lo ha detto ad Agenda, su Sky TG24, il viceministro dell’Interno Matteo Mauri. “Sono fiducioso – ha aggiunto - ma la politica ci ha insegnato che bisogna sempre fare i conti con la matematica, vedremo nei prossimi giorni, ma con grande tranquillità”.

Sul Recovery Fund il Pd “ha sempre tenuto la propria posizione, nei nostri gruppi dirigenti e nelle parole del segretario Zingaretti. Le cose si sono migliorate, ma non certamente per gli strappi di qualcuno, ma per un’azione di confronto, scambio, in Cdm e tra partiti. In questo modo si è riusciti ad avere un punto di approdo migliore rispetto alle primissime proposte. Il nostro atteggiamento è migliorare sempre, non dare mai nulla per scontato e cercare sempre di fare qualcosa in più per il Paese, ma sapendo che si può fare solo in una logica di condivisione. La logica degli stappi non porta da nessuna parte, come è risultato evidente. Chi ha provato a fare gli strappi si è trovato con un pezzo di tela in mano. A farne le spese in questa fase però non sono i partiti, ma i cittadini”.

“Da lombardo mi vergogno delle cose che sento dalla Regione Lombardia e degli argomenti che vengono usati. Sono mesi che sento solamente polemiche, non vedo un lavoro serio, la stessa Regione, cambiando i propri assessori, dimostra che il lavoro serio non è stato fatto e corre ai ripari. Se fossi un assessore o il presidente della Regione Lombardia penserei a lavorare bene e commentare meno. Gli argomenti usati sono sbagliati perché è sbagliato pensare che se una regione entra in zona rossa sia una cosa punitiva verso quella regione e i suoi cittadini, ma è il contrario, si fa per tutelare quei cittadini”.

Circa il ritardo nei dati “si usano quelli di 15 giorni prima perché sono gli unici consolidati e certi. Non si usano solo per la Lombardia, ma per tutta Italia, e si usano da 35 settimane, da quando è iniziata la suddivisione in zone. Se volessimo usare i dati più recenti, facendo una proiezione, non certa, saremmo comunque ad un Rt sopra a 1.30. Di conseguenza non c’è nessun motivo per polemizzare, è solamente strumentalità e voglia di polemica politica che non credo serva né agli italiani né ai lombardi”.

Da parte del Pd il ponte levatoio è definitivamente abbassato per Italia Viva? “Il ponte levatoio è stato fatto saltare con della dinamite da parte di Renzi. Adesso la ricostruzione non è semplice”. E se Italia Viva tendesse una mano? “Con la mano non ce la si fa a superare il fossato, ci sono i coccodrilli sotto, ci vorrebbe qualcosa di più”.

Sezione: Politica italiana / Data: Dom 17 gennaio 2021 alle 12:15
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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