“Si moltiplicano gli appelli da parte del governo, delle istituzioni e degli esperti alle persone fragili affinché si proteggano e stiano il più possibile a casa. Bene. Vorrei, però, ricordare a chi si fa promotore di questa richiesta che, tra le persone a rischio, ce ne sono moltissime che sono ancora nel pieno della loro attività lavorativa. Non serve, dunque, essere degli scienziati per capire che, se si chiede loro di restare a casa, bisogna metterli nelle condizioni di farlo. Altrimenti si tratta di appelli senza senso, avulsi dalla realtà e che dimostrano quanto poco si conosca la concreta situazione delle persone fragili”.
Lo dichiara la deputata di Italia Viva Lisa Noja, componente della Commissione Affari Sociali.

“Se l'obiettivo è davvero proteggerle, il governo prenda immediatamente e senza indugio le misure necessarie per rinnovare le tutele previste dall'articolo 26 del decreto Cura Italia che, fino al 15 ottobre, consentivano ai lavoratori fragili che non potessero svolgere attività in smart working di godere di un'assenza dal lavoro retribuita. Diversamente gli appelli sono inutili e suonano anche un po' offensivi, perché sembrano scaricare sulle persone più in difficoltà la necessità di scegliere fra diritto alla salute e diritto al lavoro. Una scelta inammissibile e indegna per un Paese civile, che non può avere  cittadini di serie A e cittadini di serie B”.

“Se non verranno prese misure immediate, saremo tutti colpevoli di un'intollerabile ipocrisia che mette a rischio la salute di migliaia di cittadini italiani. Adesso è il momento di risolvere i problemi con serietà. Si trovino le risorse, anche attraverso la linea Covid del MES che servirebbe esattamente per misure come queste”, conclude.

Sezione: Politica italiana / Data: Lun 26 ottobre 2020 alle 19:45
Autore: Ivan Filannino
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