"Sergio Zavoli non è stato solo un giornalista. È stato un intellettuale: indagava, analizzava, raccontava. Ci sono uomini che credono di sapere tutto, lui "sapeva di non sapere". E si informava. Per poi informare a sua volta". Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Aveva a cuore - prosegue il premier, ricordando il giornalista - la deontologia professionale. Era la voce asciutta di un giornalismo rigoroso, che nell'immaginario dei più è vestito di abiti austeri, macchiati dall'inchiostro delle rotative. Il suo lavoro non ha mai ceduto al sensazionalismo, privilegiando la maieutica dell'informazione". "Con Sergio Zavoli se ne va un uomo difficile da imbrigliare in una parola o in un'etichetta. Più facile ricordarci cosa va via con lui: il racconto di un Paese che si ascoltava riflettendo nelle ore serali o dal microfono delle radio, la testimonianza senza tempo di chi ha saputo cogliere gli umori, i sogni e le preoccupazioni che gli italiani si confidavano nelle stanze di casa", conclude.

Sezione: Politica social / Data: Mer 05 agosto 2020 alle 15:30
Autore: Rosa Doro
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