“La proposta dei cinque Paesi europei - Italia, Bulgaria, Portogallo, Romania e Slovacchia - di posticipare lo stop della vendita delle auto inquinanti dal 2035 al 2040 e di ridurre le emissioni di CO2 del 90%, anziché del 100%, è sbagliata e controproducente. Annacquare il coraggioso voto del Parlamento europeo su questo tema equivale ad andare contro l’Europa del futuro, quella che marcia a grandi falcate verso l’auto elettrica e la neutralità climatica. Inoltre, questo sarebbe un danno enorme per la salute dei cittadini visto che, secondo l’Environmental Protection Agency, le auto a motore termico sono responsabili del 75% delle emissioni di monossido di carbonio e di circa la metà degli inquinanti come i composti organici volatili e il pericolosissimo particolato. L’Italia rischia, infine, una involuzione tecnologica: tutte le principali case automobilistiche europee stanno riconvertendo i propri impianti verso l’elettrico. O le nostre piccole e medie imprese, specializzate nella componentistica, si adegueranno al motore elettrico o fra qualche anno nessuno comprerà più i loro prodotti perché sono vetusti e nessuno li usa più. Piuttosto che rimpiangere un passato che non c’è già più, aiutiamo le nostre aziende a stare al passo con i tempi. Non a caso il Fondo sociale per il clima, approvato dal Parlamento europeo mercoledì scorso, prevede fondi e compensazioni per le imprese impegnate in questa transizione. Il governo italiano apra un confronto sul tema e non si schieri dalla parte sbagliata della storia”, così Laura Ferrara e Mario Furore, europarlamentari del Movimento 5 Stelle, in una nota.

Sezione: Politica italiana / Data: Ven 24 giugno 2022 alle 14:10
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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