“L’appello dei 15 ricercatori e scienziati al presidente del consiglio per il potenziamento delle attività di ricerca, sia di base quanto tecnologica, nell’ambito delle attività del piano nazionale di ripresa e resilienza è altamente condivisibile”. Lo dichiara il deputato democratico Gianluca Benamati, capogruppo in commissione Attività produttive. La deludente percentuale di spesa per la ricerca - continua Benamati - è una delle ragioni del ritardo tecnologico nell’innovazione e nella competitività del Paese. Al di là del pur importante tema del trasferimento tecnologico, infatti, ciò in cui l’Italia è sofferente è la ricerca stessa. Più ricerca sui temi strategici per l’evoluzione tecnologica, così da riguadagnare pozioni di leadership nei settori ad oggi alla frontiera dell’innovazione, e una sempre maggiore contaminazione fra formazione avanzata, ricerca, tessuto produttivo e sociale è la via maestra per la ripartenza del Paese. Grandi progetti Paese e valutazione delle attività basate sulla reale competitività dei progetti da finanziare appaiono irrinunciabili, così come la valutazione del merito e dell’attività dei singoli ricercatori. Anche da qui passa il potenziamento della manifattura italiana del domani e il rientro -ma anche la permanenza - di tanti cervelli oggi in fuga. La commissione Attività Produttive ha segnalato con chiarezza questi temi negli indirizzi che il Parlamento deve fornire al governo. Ci attendiamo che il governo sia attento a queste esigenze che rispondono a una realtà vera ed ai bisogni specifici del sistema produttivo italiano”.

Sezione: Politica italiana / Data: Gio 01 ottobre 2020 alle 15:30
Autore: Rosa Doro
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