”Fiumi di retorica accompagnano le celebrazioni del centenario del Pci. Bisogna rispettare la militanza di chi ha creduto in buona fede in una causa sbagliata. Soprattutto in un’epoca in cui la politica ha lasciato il posto alla incompetenza del grillismo, fenomeno deteriore che presto sarà archiviato. Ma non si può celebrare il centenario del Partito Comunista senza ricordare che Togliatti e tanti altri consideravano la loro patria l’Unione Sovietica, prima ancora dell’Italia”. Lo afferma il senatore di Fi, Maurizio Gasparri. “Togliatti fu alla corte di Stalin, consapevole del massacro dei prigionieri italiani in Russia e Togliatti stesso fu mandato a regolare i conti in maniera brusca all’interno di partiti comunisti di Paesi che poi sarebbero finiti al di là della cortina di ferro. Il Partito Comunista ha fruito dei finanziamenti illeciti delle cooperative rosse, ma anche di tante aziende private, ed è stato a lungo finanziato dall’Unione Sovietica con il famoso ‘oro di Mosca’ sul quale Cervetti ed altri hanno scritto importanti libri. “Fu versato il ‘sangue dei vinti’ e esponenti del Partito Comunista proseguirono la guerra civile anche oltre il 1945. Insomma accanto alla retorica bisogna ricordare il servilismo verso Stalin di Togliatti e di tanti altri, il sostegno ad un’ideologia folle e il fatto che per molti, per tanto tempo, la vera Patria non fu l’Italia ma l’Unione Sovietica. Il centenario non può essere solo occasione di retorica o di rimozione della verità, ma anche di ricordo di tutti gli orrori del comunismo”, conclude Gasparri.

Sezione: Politica italiana / Data: Gio 21 gennaio 2021 alle 15:45
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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