Riguardo all'attualità politica, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Martina Nardi, esponente quota Pd.

Come commenta le riaperture annunciate da Draghi?

"Il Governo Draghi sta cercando di operare verso due direzioni che sono inevitabilmente interconnesse e dipendenti l'una dall'altra. Da una parte il tentativo di allargare sempre di più la platea delle persone vaccinate per tutelare la popolazione dalla malattia Covid. Dall'altra, c'è l'impegno per avviare una ripartenza graduale delle attività economiche, soprattutto quelle del terziario, del commercio e dei pubblici esercizi. La strategia è di sostenere queste imprese, permettendogli di essere già funzionanti e operative nel momento in cui ripartirà a pieno la stagione turistica. E' evidente quindi che la prudenza e il senso di responsabilità devono essere la guida nel giudizio e nelle scelte di tutti. Se la curva dei contagi dovesse tornare a crescere, rischieremmo di vanificare i tanti sacrifici fatti fin qui dagli italiani, con la necessità di nuove limitazioni che comprometterebbero però la ripartenza delle aziende, in particolare nel turismo".

Come giudica, sin qui, l’operato di Speranza?

"Una premessa, per quanto scontata, è fondamentale e non può essere mai dimenticata nel ragionamento: il ministro Speranza, prima assieme al Governo Conte II e ora con il Governo Draghi, ha dovuto gestire un evento di portata eccezionale, assolutamente imprevisto e mai verificatosi prima nella Storia recente. E' evidente quindi che, nonostante gli sforzi e la dedizione messi in campo, mancavano quelle conoscenze necessarie a predisporre fin da subito, e con certezza, le misure più efficaci. Tuttavia, pur con difficoltà e limiti dettati dal contesto, il ministro ha svolto e sta portando avanti ancora il proprio ruolo in maniera molto puntuale. Non posso muovere critiche al Governo Conte II sulla gestione della prima fase dell'emergenza Covid, perché ha dimostrato un grande coraggio con la decisione di un lockdown totale. Non ho invece condiviso le indicazioni fornite inizialmente sui criteri di vaccinazioni: ritengo che sia stato lasciato un eccessivo spazio di interpretazione alle Regioni sui destinatari delle somministrazioni e sulle categorie prioritarie, quando sarebbe servita maggiormente una linea comune. Come ha stabilito in un secondo momento il Governo Draghi, il criterio dell'età deve essere giustamente unico e uniforme per tutto il territorio nazionale".

Sezione: Esclusive / Data: Mer 21 aprile 2021 alle 13:30
Autore: Luca Cavallero
Vedi letture
Print