Giorgio Zinno, sindaco San Giorgio a Cremano, il primo sindaco gay d’Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sull’omicidio di Maria Paola a Caivano. “Ho provato un senso di disgusto, ma anche di disagio perché una cosa del genere è inconcepibile da un lato e dall’altro ci fa capire quanto ci siano ancora delle sacche di ignoranza che vanno combattute –ha affermato Zinno-. Quello che è successo è impensabile in qualsiasi società, in qualsiasi luogo del mondo. I folli e le persone violente esistono ovunque purtroppo. Questo però non può pregiudicare una società come quella campana che ha sempre dimostrato di essere aperta. Si deve combattere quella concezione machista e di chiusura che in tutti i territori esiste”.

Sulle polemiche riguardo al ddl Zan contro l’omofobia. “La libertà di parola esiste per tutti, ma se una la utilizza per offendere non è idea, non è libertà di parola, ma è qualcosa di diverso. Fare una legge che va a tutelare una minoranza è giusto perché tutela la concezione di una società libera ed aperta. Tutti i soggetti che fanno opinione nel nostro Paese ed hanno una responsabilità sociale per il ruolo che rivestono dovrebbero fare coming out. Serve alla società sapere che una persona che ha un ruolo importante nella sua vita privata non nasconde la propria omosessualità. E’ ovvio che però qua parte la propria sensibilità. Io sono dell’idea che non si debba nascondere perché aiuterebbe anche gli altri a trovare la forza per fare coming out. Quando mi hanno detto che ero il primo sindaco gay d’Italia, io ho detto: no, sono il primo sindaco gay dichiarato ufficialmente”.

Sezione: Politica locale / Data: Mar 15 settembre 2020 alle 14:10
Autore: Rosa Doro
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