"La serietà impone che di fronte ai familiari si ponga un punto fermo. Dopo 40 anni si può solo chiedere scusa. Non è accettabile non è ammissibile" la mancanza della verità piena sulla Strage del 2 agosto 1980. Così il viceministro dell'Interno Vito Crimi, nella cerimonia di apertura per l'anniversario dell'attentato.
"Le scuse" da parte dello Stato "sono le uniche parole che hanno una parvenza di decenza, dopo 40 anni di dolori immutabili vissuti dai familiari si può solo chiedere scusa", ha ribadito.

"Quarant'anni senza una verità sono un'offesa alla memoria dei morti e dei loro familiari, così come per Ustica, per le bombe del '92 e '93 e molti altri esempi sanguinosi che hanno ferito la nostra democrazia, che ha vacillato, ma ha sempre retto l'urto di mani colpevoli e insanguinate"
"La verità può stare chiusa in armadi - ha aggiunto - nella memoria di qualcuno, in carte bloccate da cavilli burocratici e inerzie. Il nostro imperativo oggi è fare presto, affinché quella verità emerga finalmente in superficie. Fare presto perché non possiamo tollerare che chi ha già sofferto la perdita di un proprio caro debba subire 40 anni di silenzi, omertà e depistaggi"

Sezione: Politica italiana / Data: Dom 02 agosto 2020 alle 10:00
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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