Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, dichiara: "Per non rendere vana la tragedia di Terni, che ha visto la morte di due adolescenti che hanno ingerito del metadone, bisogna subito rivedere le regole di alcuni Sert, i servizi pubblici che si occupano delle dipendenze. Nel caso di Terni, a un tossicodipendente, Aldo Maria Romboli, era stato dato dal servizio pubblico, secondo quella che pare una prassi abituale, il metadone da utilizzare nell'arco di una intera settimana. Invece il Romboli ha venduto il metadone a dei ragazzi che sono morti in maniera drammatica. Il metadone dovrebbe essere somministrato per un consumo immediato e contestuale del tossicodipendente nella sede del servizio pubblico. Con l'obiettivo, con dosi a scalare, di arrivare a un recupero del tossicodipendente. In realtà in molti servizi pubblici si consegna il metadone per una settimana o più. Il che facilita la trasformazione del tossicodipendente in uno spacciatore che vende il metadone. Quindi la responsabilità dei servizi pubblici è clamorosa, urge un confronto in Parlamento. Le comunità terapeutiche sono l'unica soluzione seria per uscire dalla droga. Mentre i servizi pubblici, nonostante la buona volontà di tanti operatori, hanno ottenuto risultati modesti o, in questo caso di Terni, hanno una responsabilità gravissima perché distribuendo il metadone in quantità, alimentano un mercato di droghe chimiche".

Gasparri quindi conclude dicendo: "Bisogna rivedere ora e subito le procedure dei servizi pubblici. La Procura della Repubblica ha individuato subito il responsabile, ma esortiamo a fare ulteriore luce su questa vicenda. I servizi pubblici servono ma non possono essere una piazza di spaccio di Stato. Chiederò la convocazione immediata dei responsabili nazionali di queste strutture perché è ora di finirla con questi metodi. I tossicodipendenti vanno aiutati e recuperati. Il servizio pubblico faccia i conti con se stesso. Comunque li farà con me in Parlamento".

Sezione: Politica italiana / Data: Sab 11 luglio 2020 alle 21:15
Autore: Ivan Filannino
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