In Bulgaria proseguono le proteste antigovernative, con i manifestanti che non desistono dalla richiesta di dimissioni del premier Boyko Borissov e del procuratore generale Ivan Ghescev che, a loro avviso, farebbero gli interessi degli oligarchi e della mafia e non dei cittadini.  La notte scorsa a Sofia alcune migliaia di dimostranti hanno di nuovo bloccato l'incrocio nevralgico di Orlov most (Ponte delle Aquile), quello davanti all'Università, e un terzo, vicino all'edificio del Consiglio dei ministri. Questa volta, oltre alle tendopoli, sono state erette delle barricate vere proprie con panchine e cassettoni. Polizia e gendarmeria sono arrivate sul posto ma non hanno intrapreso azioni contro i manifestanti, che li hanno accolti con fischi e grida. Ieri all'alba la polizia aveva smantellato le tendopoli dei manifestanti che da una decina di giorni bloccavano questi tre incroci nevralgici nella capitale bulgara. La stessa sorte era toccata ad analoghe tendopoli in alcuna altre località del Paese. Valeri Simeonov, leader del partito nazionalista 'Fronte per la salvezza della Bulgaria' (Nfsb) che fa parte dell'alleanza di governo, ieri aveva detto che il governo "non si dimetterà e non intende cedere alla pressione della piazza"

Sezione: Politica estera / Data: Sab 08 agosto 2020 alle 12:45
Autore: Rosa Doro
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