“La direttiva sul salario minimo, che era presente nel programma del Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni europee, rappresenta una svolta dopo anni in cui l’Europa ha trascurato le sue competenze in ambito sociale. Questo risultato non sarebbe stato possibile con la precedente Commissione europea. Va dunque dato atto alla Presidente Ursula Von Der Leyen di aver imposto un cambio di passo rispetto al passato. Già durante i colloqui esplorativi del suo mandato nel 2019, così come il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, avevamo molto insistito sull’importanza della costruzione di un’Europa sociale che estenda i diritti dei lavoratori, lotti contro la povertà ed in favore dell’inclusione”, così Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, durante il suo intervento all’evento “Direttiva salario minimo: confronto con le parti sociali".

“La direttiva sui salari minimi, che è attualmente allo studio del Parlamento europeo, rappresenta una priorità strategica perché combatte il dumping sociale e salariale che è purtroppo una triste realtà in Europa. Senza salario minimo si genera lavoro di bassa qualità e sottopagato nei Paesi più poveri dell’Unione. Salari bassi hanno, inoltre, creato la tentazione per alcune imprese di delocalizzare la propria attività trasferendola dove il lavoro costa meno. Un salario minimo europeo, rispettoso delle differenze nazionali, aiuterebbe dunque anche le nostre imprese a competere in maniera equa nel mercato europeo”, conclude Beghin.

Sezione: Politica italiana / Data: Mar 04 maggio 2021 alle 20:30
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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