Il 9 aprile 1989 Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo vendono il pacchetto azionario dell'Editoriale L'Espresso alla Mondadori di Carlo De Benedetti. Comincia uno scontro con l'azionista Silvio Berlusconi per il controllo della casa editrice. La partita si concluderà due anni dopo, il 30 aprile 1991. Nel 1990 ebbe inizio la "guerra di Segrate" che per molti mesi vide contrapposti Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi. Sia la CIR sia la Fininvest, infatti, rivendicavano accordi con la famiglia Formenton, erede delle quote Mondadori. Un collegio di tre arbitri diede ragione a De Benedetti. Ma la famiglia Formenton impugnò il Lodo arbitrale davanti alla Corte d'Appello di Roma e, nel settembre dello stesso, intervenne nel giudizio di appello, insieme agli altri partecipanti al patto di sindacato fra gli azionisti della Holding Mondadori, la Fininvest. La Corte d'Appello di Roma, con la sentenza del 14 gennaio 1991 (Relatore Dott. Vittorio Metta) annullò il Lodo favorevole a De Benedetti e così spianò la strada a Berlusconi per la successiva trattativa per la spartizione finale: La Repubblica, L'Espresso e i quotidiani locali Finegil a De Benedetti, a Berlusconi invece Panorama, tutto il resto della Mondadori e un conguaglio di 365 miliardi di lire.

Sezione: RicorDATE? / Data: Ven 09 aprile 2021 alle 08:00
Autore: Alessandra Stefanelli
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