Il 6 agosto 1980 il magistrato Gaetano Costa viene assassinato dalla mafia. Nato a Caltanissetta il 1° marzo del 1916, divenne magistrato agli inizi degli anni quaranta. Sin dagli anni sessanta, come risulta dalla sua deposizione alla prima Commissione Antimafia, intuì che la mafia aveva subito una radicale mutazione e che si era annidata nei gangli vitali della pubblica amministrazione, controllandone gli appalti, le assunzioni e la gestione in genere. Inutilmente, all'epoca, richiamò l'attenzione delle massime autorità sul fatto che un'efficace lotta alla mafia imponeva la predisposizione di strumenti legislativi che consentissero di indagare sui patrimoni dei presunti mafiosi e di colpirli. Nel gennaio del 1978 fu nominato Procuratore capo di Palermo ma la reazione del “Palazzo” fu, in larga misura, negativa, tanto da far sì che si ritardasse la sua immissione in possesso sino al luglio di quell'anno. L’assassinio avvenne alle 19:30, freddato da sei colpi di pistola P38 a due passi da casa sua da due killer. Costa stava sfogliando dei libri su una bancarella; il Procuratore Capo di Palermo morì dissanguato su un marciapiede di via Cavour a Palermo.Al funerale parteciparono poche persone e soprattutto pochi magistrati.

Sezione: RicorDATE? / Data: Gio 06 agosto 2020 alle 08:00
Autore: Alessandra Stefanelli
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