Cinquant’anni fa, il 20 maggio 1970, fu promulgato lo Statuto dei lavoratori una delle norme principali della Repubblica italiana in ambito del diritto del lavoro.

La legge 20 maggio 1970 n. 300, conosciuta appunto come Statuto dei lavoratori, introdusse importanti novità sia dal punto di vista delle condizioni del lavoro che dal punto di vista dei rapporti fra i datori di lavoro e i dipendenti.

Vennero introdotte disposizioni a tutela dei lavoratori e nel campo della rappresentanza sindacale degli stessi. Ancora oggi costituisce l’ossatura base in materia di diritto del lavoro in Italia.

L’opera di Giacomo Brodolini, sindacalista socialista e Ministro del Lavoro e della previdenza sociale, seppur poco ricordata, fu fondamentale poiché era assai determinato nella volontà di codificazione della materia del lavoro. Egli chiese l’istituzione di una Commissione nazionale per la redazione della bozza di uno statuto, da lui stesso chiamato “Statuto dei diritti dei lavoratori” e nominò presidente di tale commissione il socialista e docente universitario Gino Giugni.

Brodolini non vide mai la nascita di tale statuto, poiché morì pochi mesi dopo l’istituzione della Commissione.

Sarà quindi Gino Giugni a continuare l’opera ideata dal Ministro, dichiarando di essersi sempre a lui ispirato. Anche il successore del Ministro Brodolini Carlo Donat Cattin si impegnò molto per l’approvazione della legge.

Dopo che fu votato al Senato, lo Statuto passò alla Camera con 217 voti a favore, 10 voti contrari e l’astensione dal voto dei politici di PCI, PSIUP e MSI. Le norme contenute nello Statuto dei lavoratori riguardano il rispetto della dignità del lavoratore, la libertà delle attività sindacali, il collocamento ed alcune disposizioni transitorie.

Sezione: RicorDATE? / Data: Mer 20 maggio 2020 alle 08:00
Autore: Camilla Galvan
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