Il 13 giugno 1946 Umberto II di Savoia lascia l’Italia. L’ultimo re, sul trono per poco più di un mese e detto per questo ‘Re di maggio’, ha dovuto lasciare il Paese in seguito al referendum istituzionale del 2 giugno che abolì la monarchia. Il 13 giugno il consiglio dei ministri trasferì ad Alcide De Gasperi, con un gesto che Umberto II definì rivoluzionario, le funzioni accessorie di capo provvisorio dello Stato. A quel punto l’ex monarca, accompagnato dai suoi più fedeli collaboratori, scelse l’esilio in Portogallo prendendo atto del risultato referendario ed evitando così lo scoppio di una guerra civile tra monarchici e repubblicani. Con l'entrata in vigore della Costituzione repubblicana il 1º gennaio 1948 l'esilio di Umberto II di Savoia acquista forza di legge costituzionale, essendo previsto dal primo capoverso della XIII disposizione finale e transitoria, i cui effetti cesseranno solo nel 2002 a seguito di una legge di revisione costituzionale.

Sezione: RicorDATE? / Data: Sab 13 giugno 2020 alle 08:00
Autore: Alessandra Stefanelli
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