"L’ho sentita abbracciando Don Patriciello e ascoltando i cittadini che a Caivano sono al suo fianco contro le bombe e le minacce dei clan.

L’ho sentita a Casal di Principe, nella parrocchia dove è stato ucciso don Peppe Diana, incontrando i bambini e i giovani che non vogliono più scegliere se scappare dalla propria terra o finire fra le braccia della criminalità organizzata.

L’ho sentita qualche giorno fa nella voglia di impegnarsi socialmente e politicamente di tante famiglie a Torre Annunziata, Comune sciolto per condizionamenti mafiosi.

L’ho sentita nell'impegno di Nicola Gratteri, su cui pende la minaccia di un attentato da parte della ‘ndrangheta.

È la forza di Giovanni Falcone, un seme che germoglia nella resistenza di tanti giovani, cittadini, associazioni, imprenditori, giornalisti e uomini delle Istituzioni, che si ribellano ogni giorno alle mafie.

Trent’anni fa gli hanno strappato la vita, hanno spezzato l’esistenza di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta.

Non ci sono bombe che possano cancellarne l’esempio. Come diceva Falcone, certe idee e tensioni morali restano e “continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

Dobbiamo accelerare il passo. Dobbiamo essere intransigenti. Il Movimento c’è e ci sarà per dire basta, lavorando sodo per seminare legalità e sradicare le mafie nei posti dimenticati, nei quartieri delle città, nelle periferie del Paese, nelle Istituzioni".

Lo scrive su Facebook Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, in occasione del 30esimo anniversario della strage di Capaci.

Sezione: Politica social / Data: Lun 23 maggio 2022 alle 11:10
Autore: Veronica Mandalà / Twitter: @very_mandi
vedi letture
Print