"Un'ordinanza per riaprire bar e ristoranti? La risposta è magari". Lo ha detto ai giornalisti il presidente del Veneto, Luca Zaia. "Se siamo andati a fare un referendum per l'autonomia - ha aggiunto - la ragione è questa, non i soldi. Solo Trento e Bolzano hanno potuto farlo. Ma se vogliono rompere il 'muro del suono" potevano farli aprire alle 24.00, non alle 23.00", ha concluso.

"Le mie critiche a questa scelta del governo non hanno una componente politica, e neanche questione di irresponsabilità verso virus, ma di obiettività". Lo ha precisato il presidente del vento Luca Zaia. "Non ho dati epidemiologici - ha ribadito Zaia - per giustificare questo. Fosse stato un Dpcm contro gli assembramenti lo avrei firmato in bianco. Ma questo Dpcm in 26 pagine si contraddice: che senso ha che un ristorante crei problemi e un museo no? E' una scelta politica, non epidemiologica. Mi chiedo perché non ci sono i centri commerciali. Io difendo la cultura, ma non si capisce la base per la scrittura del Dpcm. E non è irrilevante che tutte le Regioni, assieme, si siano schierate contro", ha concluso.

Penso che le manifestazioni di protesta degli imprenditori debbano essere guardate con rispetto. Gli imprenditori non hanno mai gettato bombe carta", ha sottolineato Zaia. "La protesta - ha aggiunto - nell'alveo della legalità è la sublimazione della politica. Qui penso che la motivazione sia sacrosanta: sono persone che protestano perché vogliono lavorare, del proprio", ha concluso.

Sezione: Politica locale / Data: Lun 26 ottobre 2020 alle 14:00
Autore: Rosa Doro
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