Impedire l’accesso agli autobus del trasporto pubblico ai migranti per lasciarlo agli studenti e agli italiani. È quanto hanno chiesto alcuni esponenti leghisti della provincia di Bergamo al prefetto Enrico Ricci dopo le lamentele dei residenti di Botta di Sedrina legate ai richiedenti asilo presenti sul territorio, ospiti di una struttura locale. Stando alle dichiarazioni dei leghisti, i richiedenti asilo “intaserebbero” il trasporto pubblico, impedendo agli alunni di recarsi a scuola. E così, la richiesta è di lasciarli a piedi, impedendo loro di salire sul mezzo negli orari di punta e obbligandoli ad utilizzare il trasporto pubblico in orari diversi, in una logica segregazionista e antidemocratica.

Per Michele Usuelli (consigliere regionale di Più Europa-Radicali), Jacopo Scandella (consigliere regionale del Partito Democratico), Niccolò Carretta (consigliere regionale di Azione) ed Elisabetta Strada (consigliera regionale del gruppo Lombardi Civici Europeisti)  «Questa abominevole richiesta è indice di una retorica da apartheid che non può essere legittimata dalle istituzioni. Il prefetto si rifiuti di cedere a queste istanze segregazioniste, piuttosto si lavori per potenziare il trasporto pubblico locale, se è insufficiente a garantire il servizio. Ai vertici di Regione Lombardia chiediamo di dissociarsi pubblicamente dalle dichiarazioni razziste dei loro colleghi di partito e di avviare quanto prima un tavolo con gli enti locali, istituzionali e del trasporto, attivando gli uffici competenti per risolvere la situazione”.

A Botta di Sedrina è presente una struttura, la Casa San Giuseppe, che può ospitare fino a 120 migranti. Attualmente ne sono presenti 90, e diversi la lasceranno a breve. Ciò nonostante i leghisti fanno riferimento ad una “massiccia presenza” di persone, e per la questione del trasporto hanno persino svolto una raccolta firme. Il loro scopo, scrivono testualmente, è di «chiudere la Casa San Giuseppe, al fine di rendere la vita più tranquilla a tutti i cittadini, sia di Botta, che di Campana, ma anche a quelli di tutta la valle».

«Se come al solito la Lega pensa di risolvere le questioni nascondendo la polvere sotto al tappeto, escludendo le persone e discriminandole, non ha capito niente e non risolverà un bel nulla. Se sull’autobus non c’è abbastanza spazio, il problema non è razziale, ma logistico e organizzativo. Non ha senso porre la questione in altri termini. Ci adopereremo per capire come Regione Lombardia possa contribuire a potenziare il servizio di trasporto, in una logica di ascolto e collaborazione che i leghisti evidentemente ignorano», hanno concluso i consiglieri di opposizione.

Sezione: Politica locale / Data: Mar 15 settembre 2020 alle 20:45
Autore: Ivan Filannino
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