Lettera al Presidente della Regione Toscana e all'assessore della sanità della Regione dal Segretario Regionale del PCI Marco Barzanti relativa all’oggetto del presente comunicato stampa.


Egregio Presidente e Assessore alla Sanità della Regione Toscana,
con la presente il sottoscritto Marco Barzanti in qualità di segretario regionale del Partito Comunista Italiano unitamente alla segreteria della Direzione Toscana, in riferimento all’ordinanza emessa dal presidente della Giunta Regionale n°107 dell’11 novembre 2020 in tema di rafforzamento delle attività territoriali di prevenzione della diffusione di SARS-Cov2 esprime le valutazioni di seguito esposte.
L’ordinanza citata prevede la riduzione dell’attività di continuità assistenziale erogate dalla guardia medica.
La garanzia del servizio sarebbe erogata sino alle ore 24 e, successivamente si attiverebbero centrali telefoniche, che fino alle ore 8 del mattino risponderebbero alle richieste dei cittadini sul territorio aziendale di riferimento.
Tutto questo per “liberare” ore di servizio e renderle disponibili per essere utilizzate in orario diurno al fine di contribuire alla sorveglianza sanitaria, nonchè alla attività ambulatoriale sui pazienti con sintomi simil-influenzali o ospitati in albergo sanitario.
Tutto questo ci pare paradossale a distanza di mesi dall’insorgere dell’emergenza covid, nei quali poteva e doveva essere, a parere di questo Partito, rafforzato il servizio territoriale e, conseguentemente, quello di continuità assistenziale senza creare una ulteriore situazione di emergenza, anche perché tutto ciò era stato preventivamente annunciato dalla comunità scientifica e le istituzioni, compresa la Regione Toscana, ne erano consapevoli.
Tutto questo ricade sulle spalle dei cittadini che si troveranno, nel caso di necessità e se ne hanno capacità, a confronti virtuali con medici tramite telefono.
I territori marginali, quelli montani in particolare e quelli con una presenza rarefatta di popolazione caratterizzanti la Toscana, saranno certamente molto penalizzati e non da meno lo saranno chi, pur vivendo in ambienti con la presenza di servizi, si trovano in condizione di fragilità come anziani e persone in difficoltà sociali.
Inoltre si deve considerare il disagio che verrà arrecato ad altri servizi come il 118 e i pronto soccorso che saranno caricati di servizi che potrebbero essere svolti a domicilio e si graverà sul servizio di trasporto sanitario e sui volontari.
Per queste motivazioni la segreteria del PCI ritiene che ci debba essere un ripensamento da parte della Regione che porti all’annullamento dell’ordinanza per evitare di alimentare caos nei servizi e tra i cittadini e l’erogazione non appropriata di prestazioni che si avrebbero gravando sui servizi del 118 e pronto soccorso, già oberati di un notevole e complesso carico di lavoro.

In attesa di risposta e auspicando nell’accoglimento delle richieste, porgo

Distinti Saluti

IL Segretario Regionale del PCI
Marco Barzanti

Sezione: Politica locale / Data: Ven 20 novembre 2020 alle 20:25
Autore: Redazione PN
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