Il 10 luglio ho depositato un esposto alla Procura della Repubblica riguardante l’impianto di digestione anaerobica che vuole costruire il Comune di Caserta, ci sono troppe ombre e questioni non chiare, l’obiettivo è quello di fare luce su tutto.

È noto che le questioni che ruotano attorno ai rifiuti dalle nostre parti spesso risultano poco trasparenti ma molto appetibili e questa del biodigestore per me rientra in una di quelle, innanzitutto per quello che concerne alcune scelte fatte da questa amministrazione, ovvero quella di voler costruire l’impianto in zone notoriamente mai bonificate come Lo Uttaro o vincolate come Gradilli, vincolate e non idonee come Ponteselice e Casa Mastellone, affidando ugualmente incarichi a professionisti. 

Queste questioni sono state tutte affrontate e denunciate da noi del M5S in tre interrogazioni. Con l’ultima presentata ad aprile scorso abbiamo anche chiesto al Governo di revocare al Comune i fondi europei per mala gestio, fondi concessi attraverso la Regione Campania. Inoltre nel 2011 l’allora governatore della Regione Stefano Caldoro, provò ad imporre lo stesso impianto, ma mai realizzato, sempre da 40.000 tonnellate nominando un commissario straordinario, furono spesi soldi affidati incarichi e le stesse persone di allora le ritroviamo ancora oggi che ricevono incarichi e compensi per l’affare biodigestore a Caserta. 

Ci sono state a mio avviso anche delle anomalie nella gara con la quale il Comune ha aggiudicato la progettazione, oltre ai costi già elevatissimi, così incarico su incarico il Comune è passato a chiedere circa 43 milioni rispetto ai 26 milioni di partenza. 

Continueremo sempre a seguire e a denunciare ogni cosa, ma credo che adesso solo la magistratura potrà dare delle risposte alle domande legittime che ci poniamo noi e tanti cittadini, per sapere se si sono verificati illeciti.

Sezione: Politica locale / Data: Dom 12 luglio 2020 alle 12:10 / Fonte: Facebook
Autore: Politica News Redazione
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