“La scommessa sulla ripresa della portualità e della logistica va vinta ora, nel momento di passaggio più difficile nella crisi che stiamo vivendo”. E’ il messaggio che la Viceministra Teresa Bellanova ha voluto lanciare stamane, aprendo la giornata dedicata al Porto di Trieste sul tema “Shipping industry: porto franco”.

“Il messaggio forte che arriva dal Governo e dalla compagine impegnata al Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili è chiaro”, ha detto Bellanova, “portualità e logistica rappresentano una delle chiavi su cui dobbiamo puntare per fondare ripresa e crescita”.

Nel Dna nazionale, ha sottolineato ancora la Viceministra, “sussiste un genio mercantile legato alla posizione naturale unica della Penisola italiana. Vantaggio posizionale sull’Adriatico Orientale che vale a maggior ragione per l’ecosistema logistico di Trieste, la cui strategicità per i traffici verso la Germania, l’Austria, l’Ungheria e gran parte dell’Est europeo fino alla Russia è un fattore di spinta tale da renderlo porta meridionale dell’Europa centrale.  Ma c’è di più, soprattutto a livello di svolta in chiave di operatività dello scalo marittimo di Trieste.
Mi riferisco al programma di ristrutturazione del sistema ferroviario del porto in chiave di automazione, all’allungamento dei binari per treni di 750 metri o alla Piattaforma logistica con le sue attività di stoccaggio e preparazione merci previste su un’area di 12 ettari.  Tutti interventi destinati ad accrescerne la produttività e a minimizzare i costi della catena logistica, in sinergia con la potenzialità espressa dal regime estero doganale, che discende dai Trattati di Osimo del 1975 e che incrementa la competitività complessiva del porto. E per quanto concerne le risorse nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza destinate alla portualità di Trieste, mi preme ricordare i 205 milioni da investire in aumento selettivo della capacità portuale, i 180 milioni sull’ultimo e penultimo miglio ferroviario, sommati ai finanziamenti per l’elettrificazione delle banchine per un importo complessivo di circa 410 milioni”.

Quanto alle prospettive future: “Il certificato interesse dei tedeschi di HHLA International per insediarsi ed investire nella piattaforma logistica triestina, le buone performances recenti del molo 7 e del molo 5, gli investimenti pubblici e privati pianificati, il rialzo del traffico ferroviario sul network portuale triestino”, ha elencato la Viceministra”, danno il segno della vitalità del porto, del riconoscimento della sua efficienza, della competenza della comunità degli operatori, nonché della preziosa e puntuale attività svolta in questi anni dalla Autorità di sistema portuale”.

“Proprio il caso del Porto Franco di Trieste”, ha detto ancora Bellanova “offre l’opportunità per fare un cenno alle ZES. Se riusciremo, come vogliamo e abbiamo indicato, a utilizzare compiutamente la riduzione e semplificazione di tutte le procedure amministrative e burocratiche, superando l’ingessamento burocratico, e si colmeranno i gap infrastrutturali esistenti anche grazie ai poderosi interventi e programmi previsti nel PNRR e nel “fondo complementare”, le ulteriori condizioni favorevoli introdotte sia sotto il profilo amministrativo che fiscale delle Zes potranno rafforzare il tessuto produttivo delle comunità meridionali interessate e soprattutto favorire l’attrazione di investimenti esteri, la nascita di nuove attività ed occupazione nei porti, retroporti e piattaforme logistiche, con un approccio “performante” che valorizzi al meglio le vocazioni produttive e di servizi dei territori interessati, generando valore aggiunto non solo per l’economia del Sud ma per tutta la filiera portuale e industriale nazionale”.

Sezione: Politica italiana / Data: Gio 10 giugno 2021 alle 07:00
Autore: Redazione PN
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