"La Commissione di inchiesta del Senato sul femminicidio e la violenza di genere ha approvato oggi all'unanimità il documento 'La violenza di genere nel periodo dell'emergenza epidemiologica da Covdi-19. Ciò che emerge dai dati acquisiti dalla Commissione è che, durante il lockdown, la violenza di genere non si è arrestata neanche di fronte al calo complessivo dei reati contro la persona ma, anzi, è aumentato il sommerso per la difficoltà delle donne di denunciare. Non solo: anche di fronte al crollo complessivo degli omicidi, a marzo 2020 sono state uccise 12 persone, di cui ben 7 donne". Lo rende noto la senatrice del PD Valeria Valente, presidente della Commissione di inchiesta del Senato sul Femminicidio e la violenza di genere che sottolinea: "Abbiamo approvato all'unanimità un documento per fare chiarezza, svolgendo un lavoro prezioso per cui ringrazio tutti i membri della Commissione. Nella fase di lockdown - spiega Valente - i dati forniti dal ministero dell'Interno mostrano un generale calo degli omicidi volontari, ma con una significativa diminuzione degli omicidi con vittime di sesso maschile, ed una meno rilevante diminuzione di quelle con vittime di sesso femminile, che di solito avvengono infatti in casa. Si è registrata poi la diminuzione delle denunce per i reati spia della violenza, ma con alcune importanti differenze tra delitti. Se, da un lato, i reati di violenza sessuale e di atti persecutori, delitti commessi prevalentemente in strada e legati alla vita sociale, hanno subito un netto dimezzamento rispetto ai mesi di marzo-aprile 2019 per le misure di contenimento, dall'altro il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi ha fatto registrare un calo ben più contenuto di circa il 20 per cento. A diminuire, infatti, più che i reati contro le donne sono state le denunce. Soprattutto per quanto riguarda i reati commessi in ambito domestico, con l'avvio della fase 2 e quindi con la progressiva riduzione dei limiti alla circolazione delle persone, si è registrato infatti un aumento delle denunce per maltrattamenti rispetto a quelle rilevate nell'analogo periodo del 2019 (1.598 rispetto a 1.519). Nel complesso, dall'analisi della Commissione emerge la sostanziale tenuta nel contrasto alla violenza contro le donne dei servizi attivi e in particolare dei centri antiviolenza, pur con qualche ritardo e innegabile criticità dovuti all'emergenza sanitaria. La massiccia campagna di informazione e di promozione del 1522, sollecitata dalla stessa Commissione, ha visto i suoi frutti non appena è stato possibile riprendere a denunciare", ha concluso.

Sezione: Politica italiana / Data: Mer 01 luglio 2020 alle 18:30
Autore: Alessandra Stefanelli
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