"Io desidero essere un europeista sempre più convinto ma vorrei esserlo verso un’Europa che serva per dare disposte e non per ostacolare, frenare o creare problemi come sta accadendo sui vaccini.

Entro 48 ore gli Stati Uniti avranno 4 milioni di dosi del vaccino di Johnson&Johnson, che sta per sdoganare anche la Gran Bretagna, molti altri Stati stanno efficacemente utilizzando Sputnik, mentre noi europei, in un momento tragico, stiamo attendendo una decisione dell’Ema su Johnson&Johnson che dovrebbe arrivare intorno a metà marzo, dopo che a gennaio abbiamo atteso settimane rispetto agli inglesi e agli americani per avere gli ok per i vaccini Moderna e Astra Zeneca.

Non è pensabile in questo momento in cui sono decisivi i minuti o le ore per salvare vite, che si debbano attendere i ‘mezzi mesi’ prima di dare le risposte che servono, non è pensabile che anche di fronte ai risultati tangibili in termini di calo di decessi e contagi ottenuti da chi ha uno stato avanzato di vaccinazioni come Gran Bretagna e Israele, dover attendere ancora per il via libera dell’Ema.

E il sentire dall’Aifa che nessuno ha presentato domanda di autorizzazione per il vaccino Sputnik mi fa andare ancora più in bestia perché siamo noi europei ad essere in ritardo rispetto a Usa, UK, Israele e Russia, e ad avere bisogno dei vaccini.

Per cui l’Ema, la commissione Ue e o chi deve decidere a livello europeo vogliono darsi una mossa?".

Lo dichiara il sen. Roberto Calderoli, vice presidente del Senato

Sezione: Politica italiana / Data: Mar 02 marzo 2021 alle 15:00
Autore: Redazione PN
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