“In Europa non devono esistere zone franche dei diritti. La risoluzione approvata dal Parlamento europeo con 387 voti a favore, 161 contrari e 110 astensioni sul riconoscimento giuridico delle famiglie arcobaleno in tutti gli Stati europei è sicuramente un passo in avanti nella lotta alle discriminazioni. Le tante petizioni presentate dai cittadini europei sul tema sono storie di un apartheid moderno che si consuma dentro i confini europei. Tocca adesso alla Commissione europea intervenire per difendere il principio del mutuo riconoscimento delle relazioni familiari. Il Parlamento ha tracciato la strada: l’unione contratta in un Paese membro deve essere riconosciuta in tutti i Paesi dell’Unione senza se e senza ma. Chi è genitore in un Paese è infatti genitore in tutti i Paesi. Chi la pensa diversamente, come i governi di Polonia e Ungheria, si mette fuori dall’Unione europea e dai suoi valori che non sono negoziabili. Gli ostacoli e le umiliazioni che le famiglie arcobaleno, con o senza figli, si trovano ad affrontare quando tentano di esercitare i loro diritti di libera circolazione all'interno dell'Unione sono a dir poco vergognosi. Ci aspettiamo adesso che la stessa Commissione europea avvii la procedura di infrazione contro la Romania, colpevole di non aver adeguato le sue leggi alla sentenza della Corte di Giustizia europea che aveva accolto il ricorso di un ragazzo rumeno sposato in Belgio. Spiace che ancora una volta Lega e Fratelli d’Italia abbiano votato con i sovranisti e i partiti di estrema destra che fanno della negazione dei diritti una loro bandiera. Combattere le discriminazioni dovrebbe essere un dovere morale di tutte le forze politiche”, così Mario Furore, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, in una nota.

Sezione: Politica italiana / Data: Mar 14 settembre 2021 alle 11:00
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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