“Dal fallito colpo di stato del 2016, le purghe del governo di Ankara non hanno conosciuto alcuna battuta d’arresto ed Erdogan continua ad usare quell’evento come giustificazione per colpire tutti i suoi critici, per bloccare e detenere i suoi avversari e consolidare il suo governo. Da quattro anni, il governo turco arresta, anzi sequestra persone affiliate ai gruppi di opposizione e alla società civile, in particolare ai membri del Partito Democratico del Popolo, senza soluzione di continuità. Con il pretesto della pandemia sono state inoltre approvate nuove leggi restrittive per limitare il dissenso. Quello di Selahattin Demirtaş, in carcere ingiustamente da quattro anni, in spregio alle sentenze della Corte di Giustizia europea, quello degli altri coraggiosi deputati dell’HDP e di sindaci democraticamente eletti, sono tutti casi emblematici che dimostrano ulteriormente non solo la sordità della Turchia agli appelli internazionali e l’attitudine provocatoria del suo Presidente, ma anche il disprezzo per lo stato di diritto e le istituzioni internazionali. L’Unione europea è stata finora fin troppo indulgente nel tentare la via di un dialogo - di fatto unilaterale - con la Turchia. Urge un sussulto di dignità del mondo libero, urge capire che le parole ormai non bastano più. Abbiamo a disposizione uno strumento sanzionatorio efficace e mirato, il cosiddetto Magnistki Act: se non saremo pronti a usarlo, se continueremo a usare doppi standard e a farci ricattare sulla questione migratoria non perderemo solo la credibilità ma sarà anche la nostra dignità a svanire per sempre”, così in un intervento in plenaria Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente del Parlamento europeo.

Sezione: Politica italiana / Data: Gio 21 gennaio 2021 alle 21:00
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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