Il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, nel commemorare i giudici Falcone e Borsellino ha spiegato quale messaggio hanno lasciato e cosa la scuola può fare per liberarsi dal fardello mafioso. Il tutto, durante l'iniziativa #PalermoChiamaItalia in ricordo delle stragi di Capaci e di Via D'Amelio. "Falcone e Borsellino ono stati dei maestri, colleghi che abbiamo guardato come modelli. Sono stati portatori di una nuova cultura del contrasto alle mafie con la specializzazione, attraverso l'individuazione dei flussi finanziari, attraverso la cooperazione giudiziaria. È certamente un momento difficile per l'economia, c'è una sofferenza generalizzata e le mafie approfittano proprio della sofferenza della gente, delle difficoltà economiche in cui ci si dibatte. Per questo lo Stato deve intervenire con urgenza dando liquidità, ma continuando a fare controlli. La scuola è fonte di formazione, di diffusione del sentimento di condivisione e di solidarietà e soprattutto - ha aggiunto - insegna il diritto di libertà che è il patrimonio più importante che può avere un uomo, che è legato strettamente alla dignità. Dignità e libertà costituiscono quasi un sinonimo, fondamentalmente perché è alla base della nostra democrazia e credo che uno studente che viene fuori da una formazione in cui è certo che il proprio patrimonio fondamentale è rappresentato da questi diritti, sarà un uomo che nella società darà progresso, sviluppo e non accetterà mai condizionamenti o nessun tipo di violenza o intimidazione".

"Non dimentichiamo che Giovanni Falcone - ha aggiunto - è stato l'uomo che per primo, nel riferirsi alla Commissione delle Nazioni unite per la prevenzione e la giustizia penale, nell'aprile del 1992, appena un mese prima della strage, fece un discorso straordinario che smosse le Nazioni unite e consentì di arrivare alla convenzione di Palermo sul crimine organizzato. E' stato grazie a lui che abbiamo avuto delle conquiste straordinarie. Sentirli parlare di cosa dovesse essere la fattispecie di associazione mafiosa, degli strumenti per combattere le mafie era straordinario. Un'iniezione, ogni giorno, per essere consapevoli di come essere magistrati e portare avanti il contrasto come lotta dello Stato per la legalità".

Sezione: Politica italiana / Data: Sab 23 maggio 2020 alle 11:30 / Fonte: Ansa
Autore: Roberto Tortora
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