“Abbiamo incontrato oggi, nell’ambito della riunione dei presidenti delle Commissioni affari europei dei parlamenti UE, il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. È stata l’occasione per fare il punto sui tanti temi economici nell’agenda europea. Gli ho ricordato tre questioni.
La prima sul nostro pieno sostegno alla decisione di sospendere anche nel 2022 il Patto di stabilità e crescita.
La seconda sulla necessità di poter disporre di un quadro regolatorio espansivo anche negli anni successivi. In vista di una revisione del Patto di stabilità e crescita, si deve ragionare su regole di bilancio più flessibili e più mirate, che trattino in maniera differenziata le spese degli Stati che insistono su politiche promosse dall’Unione europea. E quindi, per essere concreti, 1) le spese per il cofinanziamento dei fondi strutturali europei; 2) le spese per il cofinanziamento dei contributi finanziari erogati nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa (energia, trasporti, etc.); 3) le spese nazionali che sono necessarie per rendere efficaci i contributi finanziari del Recovery Fund.
La terza relativa al Piano per la ripresa e la resilienza. Ci si è dati l’orizzonte del 2026 per lavorare insieme alla rinascita europea. Ma non è un’eresia ragionare anche per una ripetizione del modello del Recovery Fund oltre il 2026. Certo prima andranno visti i risultati ma è già importante pensare alla fase successiva, in continuità”.
Così Dario Stefàno, presidente della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato.

Sezione: Politica italiana / Data: Mer 07 aprile 2021 alle 20:30
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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