"A dispetto di apprezzabili miglioramenti al testo della direttiva sulla qualità dell'aria, ottenuti grazie all'intervento del Consiglio che ha in parte mitigato alcune eurofollie proposte dal Parlamento, il provvedimento presenta tuttora numerose criticità. Bene il miglioramento della deroga all'articolo 18, fondamentale per l'Italia e per le regioni della pianura padana. L'accordo raggiunto tuttavia mantiene gli standard irraggiungibili proposti dalla Commissione.

Le regioni del bacino padano, nonostante le numerose iniziative messe in campo negli anni per contrastare l'inquinamento, che hanno portato al dimezzamento delle emissioni, sono legate alla morfologia del proprio territorio e all'inversione termica che non consentono un adeguato ricambio dell'aria: nemmeno con riduzioni delle emissioni vicine all'80% si riuscirebbe a consentire il rispetto dei limiti proposti, che contribuirebbero solo alla deindustrializzazione e all'impoverimento delle regioni trainanti della nostra economia. Non possiamo condividere l'approccio ancora estremamente ideologico alla base della revisione; ridurre l'inquinamento dell'aria è una priorità, ma non è pensabile cambiare in termini più stringenti una direttiva già ora è problematica per molti Stati membri. Ancora una volta, servirebbero meno ideologia e più pragmatismo per consentire il raggiungimento di risultati concreti a beneficio dell'ambiente, senza penalizzare imprese, lavoratori e famiglie".

Sezione: Politica italiana / Data: Gio 22 febbraio 2024 alle 00:20
Autore: Redazione PN
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