“Il redditometro oggi sarebbe un passo indietro, ricordiamoci che è stato accantonato nel 2018 per dei motivi ben precisi: non possiamo chiamare gli italiani a giustificare i loro acquisti, le loro scelte, la loro vita, la loro sfera privata. Gli accertamenti fiscali non devono assumere le sembianze di una persecuzione anche perché la stessa Corte dei Conti ha riconosciuto che il redditometro ha dimostrato la sua totale inutilità nel novero degli strumenti antievasione. La lotta all’evasione non si combatte con il redditometro ma riducendo la pressione fiscale”. Così ad affaritaliani.it il deputato di Forza Italia, Sestino Giacomoni, membro del coordinamento di presidenza del partito azzurro e presidente della Commissione di vigilanza su Cassa depositi e prestiti. Per Giacomoni il “criterio che sta alla base di ogni forma di redditometro è il ‘principio di colpevolezza’: Io Stato sa che tu guadagni tot, pertanto dovresti spendere tot, se spendi di più sei un presunto evasore. Questa concezione draconiana del controllo pubblico sulla sfera privata dell’individuo è lontana anni luce dalla concezione liberale e garantista di Forza Italia. Per noi la forma migliore e più redditizia di contrasto all’evasione è il disincentivo alla stessa attraverso la riduzione drastica del carico fiscale e una semplificazione del sistema buro-fiscale”.

Sezione: Politica italiana / Data: Mar 15 giugno 2021 alle 11:40
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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