"Non è scontato” che Mattarella si dimetta se ci fosse l’ok al presidenzialismo “Non c'è nulla che sia necessitato da regole formali. Sarebbe una scelta di sensibilità da parte sua”.  Ad iNews24, Massimo Villone, costituzionalista, interviene sulla polemica che ha coinvolto Silvio Berlusconi e chiarisce: "A mio parere può anche finire il mandato. È lo stesso ragionamento per cui, quando si approva una legge elettorale poi si dovrebbero sciogliere le Camere. Ma non c'è una regola in tal senso, né viene meno la legittimazione di chi in quel momento svolge una funzione pubblica. Dal punto di vista tecnico ho questa convinzione. La decisione è un problema che tocca la sensibilità di Mattarella”. 

E a Giorgia Meloni, secondo la quale il presidenzialismo sarebbe anche una riforma economica perché porterebbe stabilità e invoglierebbe a investire, Villone risponde: "Che stabilità c'è in un Paese che per definizione rappresenta solo la metà? Il problema della stabilità è avere un Paese coeso per non rischiare di finire come Macron con i gilet gialli. Quella Francia non era stabile, infatti Macron non ha più avuto la maggioranza. Meloni dovrebbe studiare un po' di più, la sua analisi è superficiale". 

Secondo il professore emerito di Diritto Costituzionale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il presidenzialismo non è adatto alla società contemporanea: "Il presidenzialismo è sopravvalutato. Con le società contemporanee, che sono molto radicalizzate, l'elezione diretta del capo dello Stato non è per niente unificante. Anzi, aggrava la radicalizzazione e la divisione.  Abbiamo un esempio chiarissimo negli Usa, dove il Paese si è spaccato in due sulle elezioni presidenziali. E un altro in Francia, con Macron. Tradizionalmente, l'elezione diretta del Capo dello Stato, aveva il senso della capacità di unificare: ma poteva essere così in società diverse, dove cresceva la classe media, quindi la politica si faceva puntando al centro. Adesso si fa politica puntando agli estremi, come emerge in questa campagna elettorale. Siccome chi fa queste proposte di solito ragiona con le analisi di ieri, viene fuori che, da un lato, vogliamo frammentare con l'autonomia, dall'altro unificare con la presidenza della Repubblica. Ma non funziona così: noi frammenteremmo con l'autonomia e spaccheremmo ulteriormente con il presidenzialismo. È un programma di riforma assolutamente demenziale e inconsapevole per ciò che riguarda l'essenza della società contemporanea. Ogni riforma istituzionale deve essere adatta al momento storico e al Paese che lo applica. Il presidenzialismo non è la scelta migliore per l’Italia”. 

Sezione: Politica italiana / Data: Ven 12 agosto 2022 alle 20:50
Autore: Redazione PN
vedi letture
Print