"Il problema dei tagli ai comuni non sono i 200 milioni di tagli, che erano già noti dalla Legge di Bilancio sei mesi fa. I problemi, invece, sono due:

1) il taglio aggregato di 200 milioni doveva essere ripartito tra i comuni entro il 31 marzo. Il governo se ne è fregato (fregandosene soprattutto del fatto che i comuni sono quindi stati costretti ad approvare i bilanci senza sapere esattamente l’ammontare dei tagli) e ha tardato due mesi. Arrivando, tra l’altro, a comunicare un taglio due settimane prima delle elezioni amministrative ed europee. Dei veri geni della politica e della comunicazione.

2) il criterio con cui questi 200 milioni vengono divisi tra le migliaia di comuni italiani lascia molto perplessi. Se per metà (100 milioni) ha senso (perché taglia di più a chi ha maggiore spesa corrente, si spera si intenda rispetto al fabbisogno standard), per l’altra metà non ha alcun senso: si taglia di più a chi ha ricevuto più fondi dal Pnrr. In pratica, si assimila la spesa per il Pnrr al resto della spesa corrente: l’esatto contrario di quello che il Pnrr è.

Dimenticando che se col Pnrr si costruiscono asili o si riqualificano edifici pubblici, poi occorre spesa corrente per poterli gestire e manutenere. In entrambi i casi potete avere un assaggio di quello di cui stiamo veramente parlando qui: un governo che va avanti senza avere la minima idea di ciò che sta facendo e di come lo sta facendo".

Lo scrive su X il deputato di Italia Viva, Luigi Marattin.

Sezione: Politica italiana / Data: Dom 26 maggio 2024 alle 13:30
Autore: Veronica Mandalà / Twitter: @very_mandi
vedi letture
Print