"Il dibattito sulla riforma del Patto di Stabilità" ha evidenziato "l'esigenza di semplificare le regole e renderle più trasparenti e più capaci di sostenere la crescita e promuovere gli investimenti pubblici strategici, abbandonando quindi quegli indicatori di monitoraggio particolarmente complessi, difficilmente osservabili, soggetti a frequenti revisioni, e dotando le medesime regole di maggiore efficacia. Queste parole le diceva già il presidente Berlusconi nel 1994, nel 1996, nel 2001, a dimostrazione di quanto questo partito vedeva lontano ed era lungimirante nel prevedere un cambiamento che per forza andava fatto, mentre l'Europa è rimasta dietro e oggi purtroppo ne paghiamo le conseguenze". Così Roberto Pella, capogruppo di Forza Italia in commissione Bilancio a Montecitorio, intervenendo in Aula in dichiarazione di voto sulle mozioni sulla posizione del governo sul Patto di stabilità. 

"Il nuovo quadro – prosegue - punta a introdurre norme più efficaci, a definire una struttura di sorveglianza economica più semplice e integrata che garantisca la sostenibilità del debito e la solidità delle finanze pubbliche e promuova una crescita sostenibile e inclusiva. Il grande merito lo dobbiamo al Partito Popolare Europeo, che vede proprio Forza Italia impegnata, anche con le politiche che abbiamo portato attraverso i nostri rappresentanti, in modo particolare con il Vicepremier Tajani, nella definizione di un'Europa nuova, un'Europa vicina ai cittadini", "che in qualche modo dia spunto e valore alla crescita del singolo Paese. L'obiettivo generale è ridurre il rapporto del debito/PIL e i disavanzi in modo graduale, realistico, duraturo e favorevole alla crescita, fornendo un margine adeguato per le politiche anticicliche e per affrontare quegli squilibri macroeconomici. L'attuale parametro per la riduzione del debito viene abbandonato in favore di quella che è la definizione di percorsi specifici per Paese, che riducano il debito in modo realistico, graduale e duraturo, attenendosi ad un quadro trasparente comune dell'Unione europea, coerente con i valori di riferimento del 3 per cento e soprattutto del 60 per cento del PIL previsti dal trattato. Anche questo lo indicava in maniera molto chiara il Presidente Berlusconi oltre 12 anni fa. La riforma prevede anche che la programmazione economica e di bilancio venga definita attraverso l'elaborazione di un piano strutturale di bilancio di medio termine, che sostituisce quindi il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma. Il percorso è definito in termini di variazione nominale annua della spesa primaria netta, che rappresenta quindi l'unico indicatore oggetto di monitoraggio ai fini proprio della sorveglianza di bilancio da parte della Commissione europea. Ringraziamo il Governo per aver accolto sempre le nostre proposte di una leale e collaborativa e fattiva collaborazione tra Parlamento e Governo", ha concluso.

Sezione: Politica italiana / Data: Mer 29 maggio 2024 alle 22:10
Autore: Redazione PN
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