“Il giudizio spetta comunque sempre al Csm, non vi è quindi nessuna interferenza del potere esecutivo o del Parlamento, e quindi non vedo quale possa essere la ragione non dico di una protesta, ma anche di una diffidenza nei confronti di un progetto elaborato in gran parte addirittura dal precedente governo”. Lo ha dichiarato il Ministro della Giustizia Carlo Nordio rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un progetto di valutazione del magistrati mentre si trovava a Caivano in occasione della Giornata della Legalità. Sui criteri di valutazione, il guardasigilli spiega che “sono sempre gli stessi: la produttività, la presenza in ufficio, la tempestività nel deposito degli atti e, soprattutto, il rigore logico nel motivarli e nell’aggiornarsi”, spiega.

“Vi è – ha proseguito Nordio – una maggiore specificità di quelli che possono essere gli illeciti disciplinari, e questo è a garanzia di tutti i magistrati. Perché come in tutte le situazioni in cui una persona può essere sottoposta a procedimento valutativo, più la norma è specifica e chiara e più una persona sa cosa rischia se non compie bene il suo lavoro”. “Qualche volta – conclude il ministro Nordio – ci sono state e ci saranno delle incomprensioni, ma l’apertura al dialogo è assoluta. La conferma ci sarà domani, dinanzi al Csm e al capo dello Stato Sergio Mattarella, quando faremo le nostre dichiarazioni programmatiche”, conclude

Sezione: Politica italiana / Data: Mer 29 novembre 2023 alle 17:30
Autore: Tommaso Di Caprio
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