L’applicazione del corretto contratto di settore per i lavoratori dei musei e degli istituti culturali. E’ quanto reclama la Fesica Confsal dopo le numerose manifestazioni di Piazza con i lavoratori dei civici musei, chiedendo un incontro urgente al ministro della cultura Giuliano Sangiuliano. “L’ultima manifestazione a tutela dei dipendenti dei civici musei si è svolta oggi a Milano e sabato scorso in ‘Piazza della Borsa’ a Trieste, ma la situazione dei lavoratori della cultura non coinvolge solo il capoluogo friulano, ma più città italiane, per questo crediamo che il ministro non possa chiuder gli occhi. Riteniamo che l’applicazione del contratto di settore – Federculture nello specifico – sia quello adeguato alle mansioni e conforme alla legge. Questi dipendenti, spesso snaturati dallo loro funzioni, vivono il dramma di un Ccnl con compensi da 5,75 euro lordi, ovvero 3,68 euro netti l’ora! Nel caso di Trieste – spiega la Fesica Confsal – aziende in subappalto come la Euro&Promos ed istituzioni come il Comune, legittimano per un full stipendi da 640 euro al mese ed alimentano un sistema non in linea con le norme del nostro Paese, dunque di tipo illegale”.

“Siamo certi che il ministro voglia vederci chiaro e riceverci magari con una delegazione di questi lavoratori perché, per numero di interessati, potrebbero arrivare a formare una fila chilometrica davanti la sede del MiC. Il nostro sindacato ha intanto programmato sette giornate di sciopero in cinque mesi che, ad oggi, ci sentiamo di onorare con fermezza ma che interromperemo se il ministro Sangiuliano ci ascolterà o se in qualche modo le cose cambieranno concretamente”. Lo fa sapere con una nota stampa la Fesica Confsal Nazionale.

Sezione: Politica italiana / Data: Lun 23 gennaio 2023 alle 21:50
Autore: Redazione PN
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