"Non è tollerabile che di fronte ad una emergenza come quella del Canale di Suez si faccia melina sulla partecipazione dell'Italia alla missione Aspides. Il nostro Paese ha nel Mar Rosso la principale via di comunicazione per i traffici mondiali. Per il nostro export, ma anche per l'import, le limitazioni dettate dagli attacchi Houthi rappresentano un grandissimo problema. La nostra marina militare è pronta ad intervenire per proteggere le navi destinate all'Italia o che partono dai nostri porti ma invece, contrariamente a quanto già deciso negli altri Paesi, qui inspiegabilmente si rinvia la decisione".

Lo scrive su X la coordinatrice di Italia Viva, Raffaella Paita, che aggiunge:

"Gli armatori stanno lavorando per cercare strategie, ma il governo che fa? Il ministro Tajani ha annunciato di voler aiutare i porti ma in che modo? A parole? L'unico modo è l'azione diplomatica e di difesa che invece pare assente in questo governo. Veniamo anche meno ad un'antica tradizione: infatti già il regolamento per la Marina Mercantile del 9 marzo 1816 al capitolo 1 inizia con “la nostra marina si divide in Militare, ed in Mercantile. La prima protegge la seconda”. Il ministro dei trasporti tace, il ministro del mare pure, e questa non è una novità. Abbiamo il ministro del mare che si occupa meno di mare nella storia politica italiana. E intanto la benzina aumenta, gli approvvigionamenti si complicano e rischiamo di subire pesanti ritardi nel ricevimento delle materie prime a partire da quelle necessarie per il Pnrr".

Sezione: Politica italiana / Data: Mer 28 febbraio 2024 alle 13:30
Autore: Veronica Mandalà / Twitter: @very_mandi
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