"Mai pensato di lasciare il Movimento, ma di dubbi su come sia stato guidato in questa fase ne ho molti, come molti colleghi, moltissimi attivisti e milioni di elettori".

Lo dice l'ex ministro allo Sport, Vincenzo Spadafora, al Corriere della Sera.

"Per motivi indipendenti dalla volontà di tutti la reggenza è durata troppo - prosegue. Per guidare una comunità come il Movimento occorre una legittimazione forte, non burocratica. Si rischia di passare dal reggente al commissario liquidatore. Serve un cambio di passo radicale" aggiunge. ll Movimento è nato più di dieci anni fa - spiega -, in una fase completamente diversa. Negli anni il suo successo ha cambiato il quadro e molte delle nostre bandiere sono diventate leggi. Non dobbiamo aver paura di riconoscere che siamo stati al potere, che abbiamo avuto poltrone, che siamo stati nel Palazzo, ma dobbiamo sentire il dovere etico e morale di rendere conto agli italiani di come abbiamo esercitato il potere, di cosa abbiamo fatto da quelle poltrone, di come abbiamo onorato o meno il mandato dei cittadini - sottolinea. L’identità del Movimento va ripensata profondamente, guardando al futuro. Anticorruzione, taglio dei costi della politica e reddito di cittadinanza erano le nostre bandiere, ora quegli obiettivi sono raggiunti e dobbiamo trovarne di nuovi" conclude.

Sezione: Politica italiana / Data: Sab 27 febbraio 2021 alle 10:10
Autore: Simone Gioia
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