"Con la firma odierna presso il Mit che fissa la ripartizione dei primi 45 milioni di euro del Fondo ‘Salva Opere’ - istituito lo scorso anno dall’allora ministro Danilo Toninelli, un fondo ricordiamo nato a seguito della vicenda della Quadrilatero Marche/Umbria e CMC in Sicilia - si fornisce nuovo ossigeno al tessuto lavorativo e imprenditoriale”. Lo dichiarano in una nota Patrizia Terzoni, deputata del Movimento 5 Stelle e vice presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, e Adriano Varrica, parlamentare pentastellato della medesima commissione.

“Questo Fondo Salva Opere che abbiamo creato tra lo scetticismo di molti, compresi alti dirigenti statali, ora è diventato uno dei meccanismi per assicurare la tenuta sociale tanto che è stato rifinanziato con 40 milioni proprio ora nel Dl Rilancio" commentano Terzoni e Varrica.

"Il cosiddetto fondo Salva Opere mette al riparo i subappaltatori che senza alcuna colpa venivano travolti da crisi dell'azienda capofila che aveva vinto un appalto statale. In questo caso lo Stato interviene pagando buona parte dei crediti che spettano per i lavori svolti interrompendo le crisi a catena che moltiplicano gli effetti negativi coinvolgendo migliaia di imprese e di lavoratori. Il Fondo Salva Opere è l'esempio concreto che dimostra come la volontà politica può risolvere un elemento di criticità del sistema economico. Ora, con l'emergenza Covid e con tantissime aziende in difficoltà, si rivela uno strumento utile da potenziare”, spiegano Terzoni e Varrica.

“Il Salva Opere è partito con risorse proprie del Ministero delle Infrastrutture con una operazione promossa dall’allora ministro Toninelli, 45 milioni di euro a cui ora si aggiungono questi 40 milioni del Dl Rilancio, ma sarà poi finanziato costantemente con il versamento di una parte dei ribassi degli appalti pubblici dello Stato”, conclude la nota.

Sezione: Politica italiana / Data: Sab 20 giugno 2020 alle 18:00
Autore: Alessandra Stefanelli
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