22.33- Il Senato ha approvato la fiducia al governo Conte, 156 Si, 140 no, astenuti 16

22:28 - CIAMPOLILLO HA VOTATO LA FIDUCIA - Il senatore Ciampolillo ha votato sì. Secondo i numeri ufficiosi, il governo Conte dovrebbe aver raccolto 154 sì. Aspettiamo il dato ufficiale.

22:25 - RIAMMESSI CIAMPOLILLO E NENCINI - Dopo la verifiche del caso, sono stati dichiarate valide le votazioni dei senatori Ciampolillo e Nencini. Non si conoscono ancora le loro preferenze.

22.12 - CONTE LASCIA PALAZZO MADAMA - Giuseppe Conte non attende l'esito del voto e lascia Palazzo Madama.

22:00 - GIALLO CIAMPOLILLO -  Si accendono polemiche e proteste attorno alla (non) votazione del senatore ex M5S Lelio Ciampolillo. Era tra gli indecisi ed è risultato assente alla prima e seconda chiama. Ora si stanno verificando i video per constatare se il suo voto sia arrivato o meno.

21:55 - VOTAZIONI TERMINATE - La Casellati dichiara chiusa le votazioni. Si procede al conteggio dei voti.


21:54 - NENCINI NON VOTA FIDUCIA - Il senatore Nencini  non ha risposto alla seconda chiamata, quindi non vota la fiducia al Governo. 

21:40 - TAJANI: "CAUSIN E ROSSI FUORI DA FI" -  Forza Italia prende provveddimenti contro Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi. I due senato “sono fuori dal partito: votare con il governo in questo caso non è una questione di coscienza”, ha detto Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia.

21:37 - PRIMA CHIAMATA: 153 SI' - Primo risultato: 153 voti favorevoli durante la prima chiama

21:36 - ANCHE CAUSIN (FI) APPOGGIA IL GOVERNO - Un altro esponente di Forza Italia ha manifestato l'intenzione di dare la fiducia al governo: si tratta Andrea Causin. Lo anticipa l'Agi.

21:30 - MARIA ROSARIA ROSSI COME POLVERINI: VOTA LA FIDUCIA - Come anticipa l'AGI, Maria Rosaria Rossi, senatrice di Forza Italia-Udc, ex fedelissima di Silvio Berlusconi, emula Renata Polverini e vota la fiducia al governo nell'aula del Senato. 

21:23 - APPLAUSI PER SEGRE CHE VOTA LA FIDUCIA - Lungo applauso per la senatrice a vita Liliana Segre che ha espresso il suo voto favorevole al governo.

21:31 - AL VIA LE VOTAZIONI - Il dibattito in aula è terminata. Si parte con le votazioni.

21:12- "IV CONFERMA ASTENSIONE" - L'ufficio stampa di Italia Viva "conferma l'astensione, come annunciato dalla senatrice Bellanova in dichiarazione di voto".

21:00 -IL NO DI IDEA-CAMBIAMO -  Il senatore Romani annuncia che il gruppo Idea-Cambiamo voterà contro la fiducia al governo. Con lui quindi anche Gaetano Quagliariello e Massimo Berutti.
 

20:59 - LICHERI (M5S): "NON C'E' DA STUPIRSI DELLE PAROLE DI SALVINI" - Ettore Licheri di M5S: "Fino a qualche mese fa Salvini pensava che il covid fosse poco più che una influenza o il pretesto per applicare qualche Dpcm: non c’è da stupirsi per quello che dice. La gente sta capendo che Roma è lontana dal Paese reale: se c’è una classe politica che dichiara di volere votare tutta lo scostamento di bilancio o il decreri ristori siamo tutti d’accordo sul fatto che si debba intervenire la gente si chiede perchè siamo arrivati a questa situazione. Non lo sa nessuno, nemmeno noi… Per la stampa straniera questa è la crisi più scellerata. Gli italiani veri lo hanno capito.  che in questo momento la politica è distinta in due categorie: quelli che il recovery lo vogliono scrivere e quelli che lo vogliono possedere".

20:15 - SALVINI: "FIDUCIA LA DIAMO AI CITTADINI, CONTE LIBERI POLTRONA" -  "Sono per due terzi dei prestiti che dovranno essere restituiti, non è ‘cosa vostrà, ma cosa di tutti. I dati purtroppo dicono che siamo i primi per morti e ultimi per crescita. Lo dice il Wsj. Le magie del suo prode Casalino arrivano ovunque tranne nella redazione del Wall Street Journal. State litigando tra di voi sui fondi europei che non sono cose vostre ma cose di tutti, sono soldi degli italiani. Mettere in discussione il governo non è un diritto, è un dovere dei cittadini italiani. Non state cercando dei volenterosi, dei responsabili, ma dei complici per non perdere la poltrona. Non prendiamo lezioni di tutela dei diritti umani da chi mette sullo stesso piano gli Usa e la Cina. Noi per i no dei Cinque Stelle, lo ricordo al collega Renzi, non abbiamo mollato due poltrone ma ne abbiamo mollate sette, e senza rimpianti. L’avvocato Conte ha fatto bene a combattere per quota 100 e opzione donna. Se l’Europa ci chiede di abolirle deve dire di no. Ricordo ai senatori a vita che si apprestano a votare la fiducia, cosa diceva il leader dei 5 Stelle di loro, ‘non muoiono mai o muoiono troppo tardì. Noi la fiducia non la diamo a lei ma ai cittadini italiani. Noi speriamo che liberi la poltrona che sta difendendo con tutti i mezzi necessari”

20:08 - MARCUCCI: "RINNOVIAMO FIDUCIA" -  Il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci: "Noi oggi le rinnoviamo la fiducia, signor Presidente, a lei e al suo governo e lo facciamo per quello che ha detto oggi in questa Aula, ma soprattutto per quello che dovremo fare insieme nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, per dare un governo credibile, autorevole che dialoga e si confronta con le forze di maggioranza".

20:03 - DE PETRIS (LEU): "A IV DICO CHE IL RECOVERY POSSIAMO ANCORA MIGLIORARLO" - Prende la parola Loredana De Petris, capogruppo di Leu al Senato: “Lo dico ai senatori di Iv: il Recovery possiamo ancora migliorarlo, qui, in quest’aula. Altro che vulnus democratico, è prova che qui in Parlamento ci si può anche non comprendere, ma davanti a tutti si decide la strada da prendere. La parlamentarizzazione è la strada che ci consente di voltare pagina rapidamente”.

20:00 - FDI DICE "NO" -  Il capogruppo di Fdi al Senato, Luca Ciriani, annuncia l'intenzione del suo partito di non votare la fiducia al governo: “Il vuoto è la definizione politica di questa maggioranza: il governo sta cercando di mettere insieme voltagabbana, espulsi, casi umani. Il Senato s’è trasformato in un mercato. Lei è il principale responsabile di questa crisi, che è uno schiaffo in faccia a chi perde il lavoro, alle famiglie e agli studenti”.

19:40 - BELLANOVA: "IL NOSTRO E' UN VOTO DI ASTENSIONE". Teresa Bellanova di Italia Viva annuncia "un voto di astensione". “Per noi non abbiamo chiesto nulla, non abbiamo disseminato mine ma avanzato sempre proposte con dignità, disciplina e onore. Abbiamo solo chiesto di pensare al futuro del Paese. Nonostante le non verità di cui è piena la sua replica, il nostro è un voto di astensione”, ha spiegato Bellanova.

19:30 - Iniziano le dichiarazioni di voto, a seguire le votazioni.

19:00 - PARLA CONTE - In diretta dal Senato il premier Giuseppe Conte, seguono le discussioni e in serata il voto per la fiducia: "Un tema toccato dalla senatrice Drago è il calo demografico: è un problema serissimo, è uno dei cali tra i più severi degli ultimi anni. Anni fa in Germania successe la stessa cosa. Se non interveniamo adesso in tempo, rischiamo di compromettere il futuro dei nostri figli. Occorrono investimenti economici strutturati, dobbiamo investire sul futuro e non possiamo farlo creando una crisi di governo o cercando di far cadere un governo. Da luglio partirà tra l'altro la riforma dell'assegno unico mensile per oltre 12 milioni di bambini, un progetto avviato dalla ministra di Iv Bonetti.  Il tema della scuola ci sta a cuore a tutti, dobbiamo lavorare perché resti centrale nell'agenda non del governo ma del Paese. Abbiamo realizzato 40mila aule in più, merito di una grandissima sinergia con sindaci, presidenti delle Regioni, autorità territoriali. E abbiamo mobilitato 10 mld in più sulla scuola, archiviando la stagione dei tagli che avevamo ereditato". 

Sul calo del Pil: "Molte osservazioni hanno riguardato il nostro calo del Pil e la consistenza dei ristori. Non corrisponde affatto al vero che l'Italia sia prima per caduta più forte del Pil. Nonostante siamo stati colpiti per primi dalla pandemia nei primi tre trimestre del 2020 il calo tendenziale del Pil è stato lo stesso che in Francia, inferiore alla Spagna e al Regno Unito. Il rimbalzo del terzo trimestre è stato tra i più alti d'Europa, il 15,9%. Gli ultimi dati ci spingono a confermare per il 2020 un calo del 9%, sensibilmente inferiore a quello previsto in estate e minore di altri Paesi europei. Si è detto che abbiamo dato meno ristori di altri Paesi? È un'affermazione destituita di fondamento. Grazie a quella rete di protezione il pil è calato meno del previsto ed è stato compensato anche il deficit. È chiaro che sulla giustizia abbiamo una delle riforme strutturali che ci attende, è uno degli oggetti delle raccomandazioni europee. Intanto è stato programmato l'aumento della dotazione organizzata dei magistrati di 600 unità. Nel Recovery troverete uno stanziamento di 1,3 miliardi per rendere più spedita la nostra giustizia e per smaltire l'arretrato. Nel corso del 2020 abbiamo preso misure a sostegno di imprese e lavoratori, non sto dicendo che sono state sufficienti, siamo consapevoli delle sofferenze di famiglie e imprese, ma valgono circa il 6,6% del Pil e pur se non risolvono la sofferenza" dei cittadini è "uno degli interventi più massicci realizzati in Europa ed è grazie a questa rete di protezione che il Pil e' calato meno del previsto. Il senatore Romeo, della Lega, chiedeva dei ddl sulla giustizia. Dal 2019 quello sulla giustizia civile e dal 2020 quello del processo sono alla commissione giustizia del Senato che è sotto presidente della commissione del suo partito. Cerchiamo tutti di dare un'accelerazione".

Il premier ricorda l'anniversario della nascita di Paolo Borsellino. A seguire un lungo applauso dell'Aula.

Sul recovery: "Il Covid sta mettendo in ginocchio Paesi anche più strutturati, che hanno investito più di noi nella sanità e dovevano risultare più resilienti. Ma la contabilità dei morti è questione molto delicata. Teniamola fuori dalla contesa politica, perché le polemiche rischiano di essere tristi. Renzi ha ricostruito le ragioni del discutere la fiducia oggi. A me però non sembra che quando abbiamo trattato dei temi concreti non si sia trovata una soluzione. Il Recovery Plan non è stato elaborato in qualche oscura cantina di Palazzo Chigi ma in incontri bilaterali con tutti i ministri, anche quelli di Iv. La bozza, che avete voluto distruggere anche mediaticamente, era frutto di un primo confronto a livello bilaterale con i ministri. Sul Recovery occorreva un confronto, un momento collegiale, perché restava il problema di scelte strategiche, tirare fuori la politica, dare una visione. Ma il confronto collegiale si può fare anche con toni tranquilli e leale collaborazione. L'effetto finale è stato bloccare per 40 giorni il Recovery: avremmo potuto incontrarci e in una ventina di giorni dare al Parlamento una versione aggiornata che è stata migliorata anche grazie al vostro contributo, ma grazie a tutte le forze di maggioranza e nessuno può avere la pretesa della verità nelle soluzioni più proficue per il Paese. Noi abbiamo chiesto contributi ad un progetto, con scelte chiare e valoriale, con una chiara vocazione europea e atlantica. Si basa su un solido dialogo sperimentato già da almeno tre forze di maggioranza ma è ben aperto a chi vuole migliorarlo, a chi vuole dare un contributo leale. È un patto di fine legislatura, ci sono tutti i margini per offrire un rendiconto ai cittadini su ciò che stiamo facendo. Poltrone? Quando sento questa parola io non mi vergogno di dire che stiamo seduti su queste poltrone. Non è importante - lo dico ai cittadini - dire 'non sono interessato alla poltrona' ma essere interessati a star seduti con disciplina e onore".

Il premier è stato chiaro: "Certo c'è un problema di numeri: se non ci sono il governo va a casa, non va avanti".

Conte si schiera a difesa dei suoi ministri: "Mi si rimprovera di una risposta data alla ventesima intervista in cui mi si chiedeva del rimpasto e io riferii con una iperbole che i miei ministri, inclusi quelli di Iv, sono i migliori del mondo. Voglio citare una opinione del senatore Nencini, che mi sembra non sia in maggioranza ed è un fine intellettuale e che ha detto chiaramente oggi che quando facciamo delle valutazioni non ci sono termini di paragone: nessun altro ministro ha attraversato una crisi così sconvolgente nella storia repubblicana. Non c'è stato il risparmio di un briciolo di energie. Noi abbiamo chiesto contributi ad un progetto, con scelte chiare e valoriali, con una chiara vocazione europea e atlantica. Si basa su un solido dialogo sperimentato gia' da almeno tre forze di maggioranza ma è ben aperto a chi vuole migliorarlo, a chi vuole dare un contributo leale. Questo è un patto di fine legislatura, ci sono tutti i margini per offrire un rendiconto ai cittadini su ciò che stiamo facendo. Comprendo la diffidenza sollevata ad esempio da Quagliariello: ha obiettato che il mio invito ai volenterosi ha una logica di annessione, un richiamo che ricorda tempi bui del Novecento. Ma il mio è un invito franco, fatto in maniera aperta di fronte al Paese, vista la gravita' della situazione. Non possiamo permetterci di condurre questo invito in modo opaco". 

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Sezione: Politica italiana / Data: Mar 19 gennaio 2021 alle 22:34
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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