Eliminare la presenza del movimento islamista Hamas dalla Striscia di Gaza è una priorità ma salvaguardare il popolo palestinese è un dovere morale. Lo ha dichiarato il Ministro della Difesa Guido Crosetto in un’intervista al “Corriere della Sera”. “Dal primo giorno abbiamo avuto sempre una posizione coerente: siamo stati i primi a portare aiuti umanitari e una posizione chiara sul futuro (due popoli e due Stati). Il massacro dei civili deve finire, lo ha detto Meloni a Netanyahu e io al mio omologo Gallant”, ha spiegato Crosetto, ricordando che tuttavia “non siamo solo noi a decidere”.

“L’Italia non è nel Mar Rosso per fare azioni di guerra, ma per difendere le sue navi. Da cittadino sarei turbato se non ci fosse unanimità su una missione che difende i traffici marittimi nel Mediterraneo, che per noi sono vitali", ha sottolineato il Ministro. 

Secondo Crosetto un discorso simile vale anche per l'Ucraina: “è chiaro - ha spiegato - che si deve lavorare per un tavolo di pace, ma senza mettere in discussione il principio che, ovunque, i confini sono sacri e il diritto internazionale va difeso”; per questa ragione “vanno ripristinati paletti di convivenza civile e democratica”, ha affermato. 

Le difficoltà sono tante e l'Italia non può riuscire in tutto lavorando da sola. “Ci dicono da anni che per godere di una difesa collettiva dovremmo almeno contribuire con il 2 per cento del nostro Pil, ma siamo inadempienti”, ha ricordato Crosetto, sottolineando che “però purtroppo il mondo è cambiato repentinamente”. “Abbiamo pensato che l’investimento in difesa non fosse necessario, che le forze armate servissero solo per salvataggi, una sorta di protezione civile 4.0. Tanto c’era l’America”, ha aggiunyo . Crosetto ha ribadito l'importanza per l'Italia di “coordinarsi con gli alleati, partendo dall’Europa”. “Bisogna organizzare forze comuni, addestramento comune, far dialogare sistemi di difesa diversi per integrarli. Purtroppo siamo tra gli ultimi a capire la necessità di avere una difesa solida. Paghiamo un retaggio culturale, un ‘antimilitarismo’ diffuso. E invece è in pace che un esercito va rafforzato, in ogni modo, con nuove tecnologie e figure professionali: non solo carri armati, che pure servono, ma cybersicurezza, esperti di Intelligenza artificiale, strumenti moderni di analisi, formazione, ricerca", ha aggiunto.

Sezione: Politica italiana / Data: Dom 03 marzo 2024 alle 16:00
Autore: Tommaso Di Caprio
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