"Siamo costretti a registrare a distanza di anni il completo fallimento dell'esperimento "Open Fiber", la società che avrebbe dovuto spingere la digitalizzazione e lo sviluppo della fibra in tutta Italia. Le aree bianche, quelle su cui per intenderci nessuno voleva investire per dotarle di una rete all'altezza del resto del Paese, continuano ad essere arretrate come il terzo mondo". Lo scrive Beppe Grillo in un post in cui sostiene che "ci deve essere una rete unica".

"Anni fa - ricorda Grillo - scrissi che non poteva esistere un vero mercato se chi possedeva la rete erogava anche i servizi (per intenderci Telecom). Arrivai alla conclusione che la rete dovesse rimanere in mani pubbliche o, almeno, essere soggetta al controllo dello Stato con una partecipazione rilevante. Visto quello che è successo con Open Fiber, mi sento di dire che il male minore, in questo momento difficile per il Paese, può essere quello di avere un'unica infrastruttura, anche privata ma aperta a tutti, purché sia in grado di fare gli investimenti necessari".
Per evitare "altri errori e ulteriori ritardi", il fondatore M5S propone 3 azioni. "A mio parere il perno è Cassa Depositi e Prestiti che avrebbe la capacità di scegliere un management all'altezza. Bisogna cambiare subito l'amministratrice delegata di Open Fiber. Non all'altezza. E nominare una persona che inizi a lavorare alla fusione con Tim". Poi "fare entrare Cdp in Tim" e infine visto che "le azioni tim sono ai minimi storici, dalla posizione di forza di Cdp, proporre ai francesi di vendere"

Sezione: Politica italiana / Data: Lun 22 giugno 2020 alle 12:10
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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