“Il presunto attacco hacker denunciato in questi giorni da Palazzo Chigi, a seguito della comparsa di contenuti denigratori contro l’ex presidente del Consiglio e senatore, Matteo Renzi, sulla pagina Facebook personale del presidente del Consiglio in carica, Giuseppe Conte, ha fatto emergere inquietanti legami tra quanto accaduto oggi e la campagna di odio che a maggio 2018 fu scatenata attraverso i social contro il presidente della Repubblica Mattarella, addirittura con la sollevazione di un inesistente impeachment. Quella vicenda finì all’attenzione della Procura di Roma. Credo che sia molto importante l’attività che state svolgendo per fare luce su strategie di aggressione e campagne d’odio contro cariche istituzionali ed esponenti politici, una piaga che da alcuni anni intossica in modo grave la democrazia del nostro Paese. A tal proposito, vista la presenza di procedimenti d’indagine presso la Procura, Le inoltro l’interrogazione alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che ho depositato alla Camera, qualora possa contenere elementi utili alle vostre attività”. E’ quanto scrive il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi in una lettera inviata al Procuratore Capo di Roma, Michele Prestipino, con la quale il parlamentare ha inviato alla Procura copia dell’interrogazione al Viminale che ha presentato sul caso della pagina denigratoria contro Matteo Renzi comparsa sul profilo personale del presidente del Consiglio Conte.
“Stando a notizie di stampa, dietro alla pagina denigratoria – prosegue Anzaldi nella lettera a Prestipino – contro Renzi ci sarebbero collegamenti con il sito ‘Informazionevera.it’, che la Procura nel 2018 indicò tra i siti promotori dell’assalto squadrista sui social contro il Capo dello Stato. Se ciò fosse confermato, ci troveremmo di fronte ad un caso molto grave: metodi e strumenti di propalazione dell’odio attraverso i social network sarebbero arrivati addirittura dentro al profilo ufficiale del presidente del Consiglio, non sappiamo se per una manomissione o per errori commessi da chi ha le credenziali di accesso al profilo. Di recente la stampa ha informato che presso la Procura da lei guidata sono in corso 'una serie di procedimenti avviati su minacce online che hanno come obiettivo le massime cariche dello Stato' (Ansa 8 agosto 2020). Riferisce ancora l’agenzia di stampa: ‘Negli ultimi mesi ‘sono state rilevate nel web un crescendo di condotte offensive nei confronti del Capo dello Stato, che appaiono frutto di una elaborata strategia di aggressione alle più importanti Istituzioni del Paese’ dicono gli investigatori. L'attività di indagine su questo fronte ha vissuto una accelerazione importante nell'agosto del 2018 con l'apertura di un fascicolo per gli attacchi al Capo dello Stato avvenuti nel maggio di due anni fa, proprio nelle ore in cui Mattarella espresse il suo ‘no’ alla candidatura di Paolo Savona come ministro dell'Economia. Su twitter si registrarono in pochi minuti circa 400 nuovi profili, tutti riconducibili ad un'unica origine, dai quali partirono migliaia di messaggi di insulti e di inviti alle dimissioni nei confronti del Presidente della Repubblica. Gli inquirenti, questo caso, non esclusero che dietro questi attacchi simultanei potessero esserci operatori specializzati in troll, soggetti anonimi che sui social lanciano messaggi provocatori’”.

Sezione: Politica italiana / Data: Sab 16 gennaio 2021 alle 12:00
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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